INTROVIGNE RIABILITA LA ABRAMOVIC. E ‘PAPA FRANCESCO’, GIUDA.

“Alcuni media accusano l’artista serba Marina Abramovic d’essere satanista. Io, che ho scritto sul satanismo un libro accademico di 700 pagine – Satanism, a Social History – considero quest’accusa ridicola”.

E’ Massimo Introvigne –a cominciare così la difesa di Marina Abramovic, la ‘performer’ che – risulta da certe mail – ha invitato i due fratelli Podesta (vedi Pizzagate) ad  un suo rituale che chiama “Spirit Cooking”.

Una vera arringa difensiva, quella di  Introvigne, che trovo in un sito inglese, a cui rimando. Un pezzo quasi incredibile.

 

Spirit Cooking, Satanism – Art and the Occult

 

Introvigne sente il bisogno di scagionare la Abramovic;  perché, lo sa lui. Certo che è molto cambiato negli ultimi tempi, da quando ha lasciato Alleanza Cattolica – un gruppo tradizionalista – al termine di un lungo percorso come “studioso di esoterismo”, neocon filo-israeliano,  incaricato dalla Lituania  (sic)  a rappresentare all’OSCE la “lotta contro il razzismo,  xenofobia, discriminazione”,  per finire da ultimo a  fare il papista bergogliano, estensore di liste di cattolici “tradizionalisti” che secondo lui sono ostili a “Francesco”.

L’articolo è, in ogni caso, profondamente interessante, rivelatore  più del nostro papista che della maga cara ai Podesta.   Introvigne è  pieno di simpatia per la cosiddetta artista, la stima,   vuol farci sapere che la  conosce  bene:  “Recentemente ho partecipato ad una conferenza all’università di Belgrado  sull’esoterismo di Marina Abramovic”.  Quindi, se della signora  si parla in università, si vede che è rispettabile.   Introvigne avvicina la sua arte a quella di Mondrian, dell’Arte Povera. Ne stima  la “spiritualità”.   Ricorda che un prozio della artista è stato patriarca della Chiesa Serba, “sicchè non possiamo escludere  l’elemento cristiano nella formazione della sua spiritualità”.  Vero è  che i genitori di Marina, invece, erano nella cerchia interna al vertice del regime comunista yugoslavo; però tranquilli, “studi recenti hanno confermato  che dentro il Partito Comunista Yugoslavo si coltivavano seriamente interessi esoterici e parapsicologici…Questo è l’ambiente in cui Marina è cresciuta” –  e dove ha potuto ulteriormente nutrire  la sua “spiritualità” di altri ingredienti.

Introvigne
Introvigne, l’Esperto

Lei ha sempre dichiarato che le sue prestazioni hanno  un contenuto terapeutico”.  Una guaritrice. “In un modo più discreto, in attività meno pubbliche, ella ha elaborato  quel che chiama Metodo Abramovic, che guarisce attraverso qualcosa che, ancora una volta, opera artistica e rituale allo stesso tempo. Il metodo usa quarzo, cristallo ed altre pietre sacre, magneti, ricerca delle linee energetiche della Terra, e un’antica tecnica orientale come contare grani di riso”.

Un metodo che “è stato segreto per decenni”, nel corso dei quali  la Abramovic ha dato “lezioni sul Metodo a clienti privati,  fra cui Lady Gaga”,  quell’angelica creatura.

 

Come vedete, nulla di sinistro. Ma non monocorde, sia chiaro. “Abramovic è anche interessata  alla Santeria ed ha collaborato con il guaritore spiritista brasiliano John of God,  ed ha servito come medium spiritista”. 

 abramovic

Non staremo qui a chiederci, da  provincialotti, se la Santeria e lo spiritismo non abbiano  qualche aspetto maleodorante   – siamo uomini  di mondo.  Anzi ci tranquillizza  apprendere da wiki che “John of God”, Joao de Deus,al secolo Joao de Faria, è un “chirurgo psichico”;  ancorché ritenuto da  certuni un ciarlatano arricchito,  compie interventi chirurgici paranormali guidato dalle sue Entità protettrici, quindi si resta nel rasserenante  ambito sanitario.

Andiamo avanti: le “performances” chiamate Spirit Cooking, con “sangue di maiale sui muri”? Sono solo “scherzi beffardi”, ci informa il Sociologo….”per gli insiders, gli inizati,  la Abramovic alludeva, a volte in modo ironico, a varie tradizioni esoteriche orientali  ed occidentali, senza necessariamente approvarle”, ci assicura il Massimo.

Ancora una volta: non è satanismo”, assevera  reciso il grande studioso della Lettonia.

Difatti  “il 666 e gli altri simboli ‘sinistri’ sono usati dalla Abramovic in modo scherzoso, una punzecchiatura alle critiche evangelico-fondamentaliste che  ritengono ogni occultismo ed esoterismo come satanico”, il che è “ovviamente senza senso”.  Come le idee di “quei cattolici per cui New Age, Halloween e ogni concepibile movimento esoterico” sono “satanismo”. Che stupidi!

Si  privano così della benefica comprensione dell’arte della Abramovic. Lo sperma usato nello Spirit Cooking? “E’ un’implicito riferimento a Crowley,  ma rituali con sperma non sono unici di Crowley…Mircea Eliade ha dimostrato che risalgono a fonti indiane e cinesi e di scuole esoteriche occidentali, per lo più molto distanti dal satanismo […] La Abramovic conosce queste scuole esoteriche, ma non è d’accordo con esse. Di fatto, ella crede che  i loro metodi non funzionano”.

Ma tutto questo non è satanismo, insiste il Massimo. Perché – è  l’autore del tomo di 700 pagine che  ve lo conferma con rigore scientifico – “un gruppo satanista è un gruppo che dà culto alla figura chiamata Diavolo o Satana nella Bibbia”. E la Abramovic non lo fa. Anzi: “In un capitolo del mio libro ho spiegato perché anche Crowley non era satanista”.

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Benissimo, ora abbiamo capito.  Lo stesso Satana non è, tecnicamente, un satanista (“Io non sono marxista”,  ghignava Marx).

Si resta senza parole. Se è uno studioso delle religioni, a Introvigne non può  sfuggire che una cosa è la ritenzione del seme di certe tradizioni tantriche, e ben altro l’uso dello sperma in ricette e fatture di streghe;  non può  non cogliere che tutti gli elementi del   “Metodo” (maiuscolo) Abramovic richiamano sistematicamente il lato  Oscuro;   la forza  ‘sottile’ di certi simboli – le corna di caprone, il sangue, il latte di donna e lo sperma – –  che sono evocazioni;  che mirano a soggiogare il potere magico di  infetti  residui psichici  di morti, dei klippoth,  che sono prossimi alla negromanzia.

Non può essere così stupido, Introvigne. Quando l’ho conosciuto non lo era; né puo’ averlo reso tanto stupido e rozzo l’esperienza lèttone  (o si dice lettòne?).  Dunque non resta che una spiegazione, purtroppo: la disonestà intellettuale.

La capziosità, artificiosità dei suoi argomenti a discarico  della serba, salta purtroppo all’occhio.  Oltretutto, sorvola  completamente sullo sfondo di perversione sessuale orrenda, la pedofilia di cui i fratelli Podesta, amici e  clienti della Abramovic, sono accusati ormai palesemente  dalla voce pubblica. Della sua protetta, vuol far sapere che sa tutto; di quelli, non sa niente. Nemmeno un commento sulla pizzeria Comet Ping Pong con il suoi affreschi di donne nude che  reggono teste tagliate di bambini, o dei quadri che il fratello di Podesta si tiene in casa…

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Eppure sarebbero una ghiotta occasione per “studioso di religioni” e conoscitore di “esoterismi”, nonché grande accusatore di “bufale” sul web. Strano, i  Podesta non li difende.

Sicché torna la domanda: perché ha voluto scrivere questa difesa? Sostenere senza pudore che le “tecniche” della Abramovic mirano “a mobilitare ciò che è positivo e luminoso nella  tua  vita e nelle energie della Terra”, quando è così evidente che non è certo la Luce quella che viene evocata con residui cadaverici?

Perché  ha voluto invitarsi nel discorso pubblico  rovente sulla corruzione profondissima del circolo dei Clinton per dimostrare  che non è satanista? Con una simile arrampicata sugli specchi, che  non gli fa onore?

Scorgiamo un motivo possibile alla fine del suo pezzo: Introvigne sente l’urgenza di combattere ”i populisti”.  Infatti: “Non c’è dubbio – scrive – che i politici populisti amano dipingere i loro avversari come appartenenti a gruppi segreti coinvolti nell’occulto”. Pensate, questi stupidi già nel 19 mo secolo scatenarono “campagne contro la Massoneria, accusata – falsamente – di adorare il Diavolo”.

Il punto è, spiega, che oggi “la paura dell’occulto diventa paura delle elites”. Ecco dunque Introvigne   che sente l’urgenza, l’impulso generoso e disinteressato di  difendere le “elites” le tecnocrazie, le oligarchie non-votate  il cui potere occulto (non occultista) è minacciato dai “populismi”.  Così ne approfitta per far pubblicità ad una conferenza che  terrà presto alla sessione annuale della  American Academy of Religion  di San Antonio, Texas, dove una sezione è dedicata  alla “Paura dell’Occulto” – una paura che l’uomo  di mondo e politicamente corretto deve deridere –  e dove lui, il Massimo, terrà una conferenza sul tema “Paura dell’Occulto e Politica”, per attaccare i “populisti”. Insomma quelli che hanno sconfitto Hillary Clinton  e  il suo circolo correttissimo e potentissimo.

El Papa usa lo stesso metodo

E qui potremmo congedarci da questo obliquo arrampicatore sugli specchi. Senonché ce lo impedisce una certa consonanza di metodo dialettico, obliquità e capziosità, che ci ha colpito nei giorni scorsi. Dove? In una omelia di  Santa Marta, di quelle che “Francesco” tiene per attaccare i suoi nemici interni  con artificiose letture del Vangelo.

(https://it.zenit.org/articles/santa-marta-il-popolo-vittima-dei-sedotti-dal-clericalismo-e-si-allontana-dalla-chiesa/)

Si sa che adesso El Papa è pieno di rabbia contro i quattro cardinali che  gli hanno chiesto di chiarire – a loro e ai fedeli –  i “dubia” sulla sua pseudo-enciclica dove lui, con Kasper,  vuole ammettere alla Comunione i divorziati risposati che continuano a vivere more uxorio.  Sono ancora valide  le norme del matrimonio cattolico? La dottrina secondo cui chi va’ con una donna  che non è la moglie, commette adulterio, non è in grazia di Dio e non può accedere  all’Eucarestia?

giuda

Invece di rispondere a tali domande con un sì o un no – cosa che “Francesco” non può e non vuol fare –  egli attacca  ogni giorno i cardinali; e lo fa  senza nominarli, subdolamente, con tendenziose parabole. Il 12 dicembre, a Santa Marta, per l’ennesima volta, se l’è presa contro gli  “intellettuali della religione” che strumentalizzano la legge “intellettualistica, sofisticata, casistica”, ma dimentica di quella del Signore, i “sedotti del clericalismo”, ovvero “i chierici che si sentono superiori, che si allontanano dalla gente”, che non hanno tempo per ascoltare “i poveri, i sofferenti, i carcerati, gli ammalati”e i divorziati.

Come esempio  della insensibilità dei clerici, ha preso Giuda. Sì, “ha peccato di brutto, eh!”. Però poi “si è pentito”, tanto che, come racconta il Vangelo, “è andato  ridare le monete” ai Farisei. E cosa hanno fatto questi “chierici che si sentono superiori”? Mica l’hanno perdonato, il povero Giuda bisognoso di misericordia. Han detto: “Arrangiati come tu puoi! È un problema tuo!”. “E lo hanno lasciato solo: scartato!”.

Conclusione del Bergoglio:   “Il povero Giuda traditore e pentito non è stato accolto dai pastori”. Tale è la lezione che ne trae “Francesco”. “Questi avevano dimenticato cosa fosse un pastore. Erano gli intellettuali della religione, quelli che avevano il potere, che portavano avanti la catechesi del popolo con una morale fatta dalla loro intelligenza e non dalla rivelazione di Dio”.

Ecco, Francesco ha  sentito ancora una volta l’urgenza di insultare i cardinali a cui non vuol rispondere. D’accordo. Ma perché farlo usando una lettura così falsa, capziosa,  e se non da ignorante, da disonesto, del Vangelo?

Anzitutto: Giuda non chiede perdono ai farisei, quando riporta loro il denaro dicendo “Ho peccato perché ho tradito il sangue innocente”.  Sperava, lo sciagurato, che restituendo il prezzo del tradimento,  il tradimento potesse essere non-avvenuto?  Ma sapeva che non erano certo i “dottori della legge”, gli “intellettuali della religione”, che avevano il potere di perdonarlo.  E non se l’erano mai arrogato, del resto.

Uno solo poteva perdonarlo, e lo avrebbe perdonato se si fosse gettato ai suoi piedi: Gesù, il  Verbo incarnato. Che in quelle ore pendeva da una  croce, in agonia, e aveva già – in quella condizione di totale impotenza – salvato ed assolto uno dei ladroni. Giuda   poteva gettarsi sotto quella croce, implorando: Salvami, Signore! non lo fece. “Gettate le monete  nel tempio, andò a impiccarsi”.

Da  sempre la dottrina insegna che il peccato imperdonabile di Giuda non fu l’aver consegnato il suo Maestro ai nemici; fu la convinzione che il suo peccato era così grande, che l’Onnipotente non poteva perdonarlo. Un peccato di superbia.  Giuda è anche  forse il solo  di cui la dottrina ci dà la  certezza che egli sia, eternamente,   nelle gelide tenebre esteriori,  “là dove non è che pianto e stridor di denti”. Lo desume dalla frase che Cristo disse alla fine della Cena,   dopo che  Giuda, preso il boccone, uscì nella notte. “Sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». 

 

Per nessun altro Gesù ha detto parole così gravi. Al punto che la critica anticlericale le cavalca: perché allora l’ha fatto nascere, se è Dio così buono? E la risposta non po’ essere che l’inchinarsi davanti alla sapienza divina e ai suoi rapporti col  mysterium iniquitatis.

Ma il punto, qui, è che “Francesco” strumentalizzi  un passo così tremendo delle  Scritture per  dare un calcetto negli  stinchi  ai quattro  cardinali, consumare  la sua meschina vendettuccia .  E  lo fa in un modo così rozzo,  da non lasciare che due alternative: o è ignorante, o è disonesto.  Perché oltretutto usa la Scrittura con tale goffaggine, che il suo argomento potrebbe essere rovesciato a favore dei suoi nemici ecclesiastici. Sono   “vanitosi, superbi, orgogliosi”?  “intellettuali della legge”,  “clericali” che scartano “il popolo umile e povero che ha fede nel Signore”? Sono Farisei? Ebbene – potrebbero ritorcere gli accusati: proprio per questo non siamo noi a poter assolvere i divorziati che vanno a letto con la seconda  moglie; solo Cristo può assolverli. Vediamo dunque: cosa dice Cristo del matrimonio?

Ahimé, Cristo è  più duro dei Farisei, che  –  al contrario di quel che dice Bergoglio – erano di manica più larga. Con loro  sgomento, cambia addirittura   la legge di Mosé,  che ammetteva il ripudio. “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio. Non sono più due, ma una sola carne.  L’uomo non separi ciò che Dio ha congiunto”.

E’ un ordine tassativo e sgradevolissimo per “i poveri, gli scartati, i pubblicani, i peccatori”,  di cui Francesco si fa’ difensore contro i “farisei” di oggi.  Lo era anche allora. Tanto che, a nome  del “popolo umile che teme il Signore”  di tutti i secoli avvenire  – ed anche del sottoscritto – “i discepoli gli dissero:  «Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi»  (Matteo, 19 – 10). E Lui: “Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso.   E si mette a parlare di quelli che “si fanno eunuchi per il regno di Dio”.

Invece “Francesco”  darebbe la  Comunione ai divorziati. Lui non li condanna. Assicura che i Farisei non erano pastori,  “si ergevano a tali davanti al popolo umile e scartato, che soffriva ingiustizie e condanne ma che conosceva il vero pentimento anche senza aver compiuto la legge”.   Capito l’allusione?

Anche “il povero Giuda traditore e pentito non è stato accolto dai pastori”, evidenzia Francesco. “Questi avevano dimenticato cosa fosse un pastore”. Lui e Kasper invece se lo ricordano, come si fa il pastore: si assolve sempre. Si capisce benissimo che lui, Francesco, assolve anche Giuda. “Il povero Giuda traditore” ma “pentito“.

Che poi, scusate, se Bergoglio è  più misericordioso di Cristo, come mai è così  vendicativo da aver trasformato il Vaticano in un “regno del terrore”? Seguiremmo tutti le sue nuove dottrine e nuove letture del Vangelo, se lui le praticasse almeno un po’ lui.

Il lettore   che ha avuto la pazienza di seguirmi fin qui avrà notato, spero, la consonanze: Introvigne assolve la  strega  Abramovic,  “Francesco” , riabilita Giuda. Entrambi lo fanno con atletiche arrampicate sugli specchi e sofismi subdoli. Entrambi,   hanno uno scopo obliquo e non dichiarato: Francesco insultare ancora una volta i cardinali a cui non  vuol rispondere onestamente e direttamente; Introvigne, proteggere “le elites” dai “populisti”   che ne minacciano il potere occulto.  E’ lo stesso Introvigne  che  difende “Francesco” dai suoi critici “tradizionalisti”, stilandone liste per esporli al ludibrio di Repubblica, La Stampa e simili alleati di El Papa.  E’ proprio vero: Dio li fa e poi li accoppia. Solo che forse in questo caso, Dio c’entra poco.

 

 

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18 commenti


  1. Blondet: e dove sarebbe la Sorpresa? Introvigne è “lupus in fabula” in quel milieu stile Abramovic: stessa “petite grand band”…..
    Tra l’altro Lei avrà notato la ‘sortita’ di ieri del genius loci, la Boldrini, che fu silente nel caso di David Kelly ma ORA si scatena contro le ‘fake news’ ed i siti facitori di notizie web ‘pompate’, a detta sua, per diffondere la Mezogna: l’asino disse orecchione al bue.


  2. “Sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!. Per nessun altro Gesù ha detto parole così gravi.» E’ vero e solo un poco meno gravi sono le parole “È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli” (Lc 17-2), ossia quelle parole che più si adattano all’entourage del Lolita Express e della famosa pizzeria.

  3. MattioliLorenzo

    Non so quanto sarò peccatore davanti a Cristo nel girono del suo ritorno, ma potrei perdonare satanisti , lubrici e quantaltro se fossero sinceramente pentiti, ma quanto ardo , quanto vorrei giustizia, tremenda e spaventaosa verso tutti coloro che sostengono in modo così passionale la menzogna!

  4. marcello

    Il Bergoglio deve sentirsi inconsciamente identificato con Giuda …da quì la sua ultima tiritera.


  5. Purtroppo, Papi o semplici presbiteri, i filo o para modernisti hanno questo stile comune:un po’ schizzato,e anche la tendenza a spararle grosse.Fanno i tolleranti a livello cosciente proprio perche’ non lo sono profondamente:neanche con se’ stessi,e per questo trovano assistenti e assistenza:ma la sostanza non cambia.Sono capaci di dirti,gia’ un quarto di secolo fa,ricordo,in una catechesi sul Genesi,che Adamo ed Eva prima del peccato originale erano soggetti alle miserie umane(si’,proprio nel senso che dovevano avere la fossa biologica) e che erano predestinati alla morte.Lo dicono un po’ obliquamente,facendo riferimento alle loro ricerche su libri di studiosi fatte per preparare la catechesi,ma e’ evidente che condividono:tanto da premettere che “Per certi versi quello che dice il catechismo maggiore di san PioX e’ ancora valido, ma…”.Ma… Comunque ,per la morte, quella volta, contrattando, si riusci’ a mettersi d’accordo su una “morte dolce”,come quella di Maria nel Transito,e tutti conservammo la pace.Quanto a Papa Francesco,basti ricordare che in un congresso diocesano in san Pietro,che si trova in video in rete,risalente mi sembra al dicembre di 1 anno fa,cito’ a modo suo l’episodio della Samaritana.Secondo Francesco,la Samaritana chiede a Gesu’ Cristo se si debba adorare nel Tempio o sul monte(come facevano i suoi antenati samaritani)e Gesu’ le risponde”Tuo maritooooo…..”.Spiegava,Papa Francesco,che con questo Cristo richiama la donna al servizio pratico, piuttosto d’improvvisarsi catechista per vanita’.Peccato che sia grave che un Papa non ricordi il Vangelo.L’eta? Forse, ma visto che stiamo facendo i maliziosi,facciamolo fino in fondo:che c’entrasse l’ecumenismo,nell’inconscio del Papa?Non infastiditelo con questioni di giudei e di samaritani…o di cattolici e di luterani.. Tuo maritoooooo . Da ridere. Di quel passo evangelico, che ricorda l’ora in cui avvenne, cioe’ l’ora del diavolo a mezzogiorno, ora di tentazione, come lo fu poi l’ora sesta sulla Croce,il Papa non ha capito un accidente:e questo mi farebbe propendere per l’idea che non sia poi molto “incarnato”,come pretende, il Pulcinella.D’altra parte, non possiamo pretendere di avere sempre dei san Wojtyla, o dei Ratzinger stesso,tutt’altro che bamboccio nonostante la differente complessione fisica. Percio’ voi,invece d’inventarvi stronzate grossolane come fa Socci,per darlo come eretico,puntate invece sulla persona,e sul fatto che sia o meno in grado di sostenere la carica che hae che deve servire e non gia’ servirsene.

  6. Marco Sbarra

    Mi permetto di dire che lei, dottor Blondet, con grande maestria ha preso due piccioni con una fava.
    Io fino a ieri facevo parte di Alleanza Cattolica e pensare di aver vissuto per anni sotto lo stesso tetto con un padrone di casa come Introvigne mi fa venire i sudori freddi e mi fa dubitare sulle sorti di quell’associazione. Anche perché al suo interno è visto come il fumo negli occhi chi si permette di criticare l’attuale Papa.
    Mi domando come sia possibile che quell’associazione – forse una volta tradizionalista – accetti senza fiatare qualsiasi prolusione o comportamento di Bergoglio e contesti a muso duro chi coerentemente con quanto ha sempre professato, non può fare a meno di rilevare la doppiezza del Papa e della corte che gli sta intorno.
    Non prenderne atto è mancare di rispetto verso la nostra coscienza e la nostra libertà di giudizio e non può essere giustificato da nessun vantaggio, personale o associativo, né tanto meno da timore.

    Complimenti dottor Blondet per la sua penetrante esegesi su Giuda, che fa piazza pulita di tutti i tentativi di riabilitare l’apostolo traditore per inventarsi auto assoluzioni per i peccati commessi .

    Da ultimo vorrei ringraziare i quattro cardinali per il coraggio che hanno dimostrato nello “sfidare” il Papa e nel metterlo di fronte alle sue responsabilità.
    “I chierici che si sentono superiori, che si allontanano dalla gente…quelli che hanno il potere, che portano avanti una morale fatta dalla loro intelligenza e non dalla rivelazione di Dio” non sono di sicuro loro, ma piuttosto gli ecclesiastici che stanno riducendo la Chiesa ad una succursale del pensiero moderno.

  7. Milo Dal Brollo

    Introvigne m’è sempre sembrato colto anche se un po’ viscidotto, ma mi dicevo sempre che, fino a prova contraria, poteva essere solo una mia impressione. Ma arrivato a questo punto… mi viene da ritirarmi.

  8. ogogoro

    Dall’espressione allucinata-agghiacciante degli occhi, Introvine mi ha sempre dato l’impressione di essere un satanista schizzato inquitante.


  9. Non ho alcuna simpatia per il papa gesuita, ma l’accostamento fra le sue esternazioni su Giuda e la vicenda di Intro (nato) vigne che giustifica orrori come gli insegnamenti di Crowley o i irituali controniziatici dell’orrida “maga”,repellenti in sè e nei loro risultati “estetici” a me pare francamente forzato. Fra un possibile errore teologico e un giustificare le forme piu’ abbiette del “ritualismo della mano sinistra” c’è una bella differenza di contenuto, Questo vale a prescindere dalla differente risonanza mediatica fra le parole di un papa-o ritenuto tale- e le esternazioni di un saggista , sia pure con un qualche seguito, chiaramente “alla frutta”.

  10. luca

    Stimato direttore, il Santo (?) Padre non è certo il primo che tenta una riabilitazione di Giuda. Anche don Primo Mazzolari, nella sua celebre predica di un venerdi santo “per 30 denari” lo riabilitò. Tuttavia segnalo che le argomentazioni di don Mazzolari erano più sostanziose di quelle del Papa gesuita.
    Cordialità

  11. Luigi Copertino

    Caro Maurizio,

    permettimi di dire che su Introvigne hai probabilmente colto nel segno ma sull’esegesi del Papa bisognerebbe andare più cauti. Mi spiego.

    Ti chiedi, giustamente, perché mai Introvigne pone in relazione il populismo con quel che secondo lui sarebbe la fobia universale del satnismo che fa vedere ovunque sette ispirate al culto luciferino. Introvigne, come sottolinei, risponde che l’antisatanismo diffuso (?) tra i populisti è motivato dal loro anti-elitarismo: i populisti vedrebbero ovunque il satanismo perché sono avversi alle élite.

    Ebbene, ti invito a riflettere su quanto segue. L’ideologia politico-sociale di cui da sempre è portavoce Alleanza Cattolica, che pretende di supportarla con il richiamo al Cristianesimo, è quella della disuglianza gerarchica assoluta tra “aristocrazie” e popolo. Non a caso AC ha diffuso, in Italia, tra i cattolici, l’ideologia latifondista di Plino Correa de Oliveira. In tal senso AC e gruppi affini si pongono come il polo opposto, ma dialettico e in qualche modo complementare, del cattolicesimo democratico e progressista, il quale invece sposa leguaglianza assoluta al modo livellatore della sinistra.

    Orbene, se questa è la base ideologica alla quale si è formato Introvigne non può poi meravigliare che – nell’impossibilità di restaurare la società per ceti dell’Antico Regime o l’America conservatrice burkiana-tocquevilliana ottocentesca cui aspirano molti catto-conservatori (il mondo post-moderno, oggi, non è quel mondo romanticamente idilliaco di piccole comunità rurali che essi immaginano) – Introvigne, in nome del principio di disuglianza, opti per la difesa delle élit tecnocratiche, che nella sua concezione diventano le nuove aristocrazie, contro la plebe populista che vorrebbe sovvertire l'”ordine naturale e gerarchico della società”.

    Insomma, si tratta dell’eterogenesi dei fini del tradizionalismo cattolico (motivo per il quale da anni ho iniziato a diffidare, proprio perché amo la Tradizione, di un certo genere di tradizionalismo cattolico): da reazionario, difensore dell’Ancien Regime o del conservatorismo liberale (che è già tutto dire), a strumento della sovversione tecnocratica. L’importante, per tale mentalità, non è la fede in Cristo quanto l’ordine gerarchico della società, sicché certuni, in tali ambienti, sarebbero disposti anche a rinnegare il Cristianeismo se esso non svolge più il ruolo di giustificatore di tale ordine.

    Per quanto, invece, riguarda l’esegesi su Giuda, non mi risulta che la Chiesa abbia mai affermato con certezza che l’apostolo traditore è condannato.

    Posto un interessante articolo in argomento, che mette in luce come se si ritien che Giuda fosse predestinato alla dannazione si dovrebbe – attenzione!!! – dare ragione a Lutero. La Chiesa, mentre ha tante volte impegnato la sua infallibilità sulla beatificazione di un’anima, non ha mai affermato la certezza della condanna di nessuno, neanche di Giuda Iscariota. Ricordo, anche se confusamente, di aver sentito dire da Vittorio Messori in tv, in un “Porta a Porta”, anni fa, di una mistica – non rammento il nome – alla quale Gesù apparendo avrebbe detto “Tu non sai cosa ne ho fatto di Giuda” nel senso che il Signore avesse voluto sottendere una possibilità di salvezza per l’apostolo traditore. In effetti, come hai ben detto, il problema di Giuda è stato quello di non aver confidato nell’infinita Misericordia di Cristo, nel suo perdono, e quindi, mancante di questa fiducia, di suicidarsi, che è il peccato della disperazione. Anche Simon Pietro aveva rinnegato Cristo, tre volte, ed era caduto in preda alla disperazione e forse inizialmente non credeva possibile il perdono. Poi, però, qualcosa nel suo animo deve essersi mosso e deve aver iniziato a confidare nel perdono di Cristo, che infatti fu donato. Invece Giuda non ha creduto possibile alcun perdono e si è tolta la vita: questo è stato il suo dramma, il suo peccato, più del tradimento. Se si è dannato è stato per questo, per essersi fatto irretire da Satana fino al punto di non credere possibile il perdono anche se all’ultimo momento. Perchè fede della Chiesa è che il pentimento anche in extremis può salvare anche il peggiore degli uomini, mentre la dannazione diventa inevitabile solo se l’uomo liberamente sceglie l’impenitenza finale. Naturalmente, il pentimento in extremis non preserva da un lunghissimo e durissimo purgatorio: si badi che il purgatorio non è luogo di villeggiatura, stando a quel che ne raccontano i mistici che per grazia vi sono stati anche fisicamente, ma luogo di grande sofferenza del danno e della pena. Anche per Giuda vale lo stesso: se all’ultimo si è pentito potrebbe essersi salvato. A vista solo umana, tuttavia, il modo con cui Giuda ha voluto uscire di scena, il suicidio, non lascia ben sperare proprio perché il darsi da soli la morte denota uno stato di disperazione e di chiusura verso la misericordia divina. Ma – come dice Gesù nel Vangelo – a Dio nulla è impossibile. L’articolo, postato qui sotto, è, come dicevo, interessante anche perché, parlando del rapporto tra Grazia e libero arbitrio e trattando dle problema della predestinazione, spiega molto bene quel che non ha capito Lutero e che quindi, ecumenismo o meno, resta ancora del tutto insuperato, ed insuperabile, nel dialogo tra Chiesa cattolica e gruppi protestanti di vario genere e titolo. In certo iper-rigorismo cattolico di oggi quanto c’è dell’influsso di Lutero?

    Luigi Copertino

    http://www.toscanaoggi.it/Rubriche/Risponde-il-teologo/Giuda-potra-mai-essere-perdonato

    Giuda, il traditore, è stato prescelto dalla Divina Provvidenza, per il suo gesto proditorio? Potrà mai essere perdonato, visto che uno avrebbe dovuto tradire Gesù, perché il Figlio di Dio venisse crocifisso (sacrificio necessario per il riscatto dell’umanità)?Gian Gabriele Benedetti Risponde padre Valerio Mauro, docente di Teologia SacramentariaLa domanda del lettore mette in gioco questioni complesse che vanno al di là della vicenda di Giuda, l’apostolo che ha consegnato Gesù nelle mani delle autorità religiose e civili. Mi sembra opportuno richiamare prima i termini di un mistero che ci avvolge tutti: il rapporto fra la libertà dell’uomo e il piano della «Divina Provvidenza».Nel raccontare la vicenda umana di Gesù la Parola di Dio usa spesso un’espressione molto significativa: «secondo le Scritture». Gli autori del Nuovo Patto hanno scoperto nelle parole del Primo Patto, le Scritture ebraiche, passi che annunciavano in modo profetico gli avvenimenti della vita di Gesù. Si tratta di un collegamento che è illuminato grazie all’esperienza di fede nel Signore Risorto. Lo Spirito che il Risorto effonde concede un dono particolare per rileggere i testi antichi e scoprire la profonda unità del piano di Dio per la salvezza dell’uomo. Questo piano di Dio, che la Scrittura chiama il «mistero della sua volontà», non toglie mai la libertà dell’uomo. Certamente come creatura l’uomo gode sempre di una libertà limitata, limitata dalla sua storia e dalle circostanze della vita. Ogni limitazione, tuttavia, non impedisce del tutto che ognuno possa rispondere personalmente alla vocazione ricevuta all’interno di questo progetto di salvezza.Come ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica in rapporto alla condanna a morte di Gesù «il linguaggio biblico non significa che quelli che hanno “consegnato” Gesù (At 3,13) siano stati solo esecutori passivi di una vicenda scritta in precedenza da Dio» (CCC 599). Questo perché Dio ha stabilito «il suo disegno eterno di “predestinazione” includendovi la risposta libera di ogni uomo alla sua grazia» (CCC 600). In questa ottica la stessa morte in croce di Gesù non può essere vista come un destino ineluttabile che ha pesato sulle spalle del Figlio di Dio fatto uomo. I racconti della passione attestano una libertà umana autentica e piena di Gesù che vive l’obbedienza al Padre in ogni istante della sua vita «fino alla morte e alla morte di croce» (Fil 2).Anche nella vicenda di Giuda dobbiamo vedere un gioco di libertà in rapporto alla volontà di Dio. Il Vangelo racconta come, nella cena prima della sua passione, Gesù abbia la chiara visione del tradimento che sta per essere compiuto. La narrazione giovannea è la più ricca di particolari, mettendo a fuoco il dialogo e i gesti del Signore con Giuda. Appare chiaramente un agire libero da parte dell’apostolo che tradisce il Signore, così come è altrettanto evidente che l’offerta della vita di Gesù è per l’umanità intera. «Questo è il mio corpo che è per voi» sono le parole eucaristiche del Signore che offrono il significato della sua morte in croce. Allora, nella pienezza del valore salvifico della morte di Gesù dobbiamo dire che anche per Giuda è stato offerto il perdono che nasce dal sangue di Cristo versato per i peccati del mondo. Il punto nodale che possiamo raccogliere dal racconto scritturistico è nel termine della sua vita: Giuda si impicca, sconvolto dalla disperazione per quanto compiuto. Eppure nemmeno alla luce di quel gesto così disperato possiamo affermare una sicura dannazione dell’apostolo traditore. La Chiesa gode dell’assistenza dello Spirito santo nella proclamazione dei santi e della loro beatitudine, ma non può mai essere certa della dannazione di nessuno, nemmeno di Giuda. Su di lui gravano le pesanti parole del Vangelo: sarebbe stato meglio per quest’uomo che non fosse mai nato. Sono parole molto forti che, tuttavia, non possono farci concludere con certezza di fede sulla dannazione di Giuda.A me piace vedere Giuda soprattutto sullo sfondo del racconto giovanneo della cena prima della passione (Gv 13,1ss), leggendolo in un’ottica forse personale ma che non credo del tutto errata. Dopo l’episodio della lavanda dei piedi, l’evangelista racconta che la figura del traditore viene svelata nell’offerta del boccone che Gesù gli porge. A quel punto «Satana entrò in lui» (Gv 13,26s). Il tradimento è già concepito nel cuore; ci troviamo di fronte ad una situazione di non ritorno: materialmente Giuda deve ancora consegnare Gesù nelle mani degli uomini, ma di fatto nel suo cuore la decisione è presa. Adesso Gesù gli rivolge delle parole particolari: «Quello che devi fare fallo al più presto» (Gv 13,27). Non penso che siano solo il desiderio del Signore di vivere fino in fondo la sua vocazione al dono della vita («li amò sino alla fine» aveva scritto l’evangelista all’inizio del capitolo). Mi piace pensare che con queste parole Gesù liberi Giuda dal peso del suo tradimento, come se gli dicesse: «Tu hai deciso e sei responsabile di quello che hai deciso di fare. Ma adesso, che la tua decisione è presa, io te ne libero dal peso e sono io che ti invito a fare quanto hai deciso di fare».Gesù anticipa con quelle parole il perdono che effonderà dalla croce su tutti gli uomini, quando chiederà al Padre di perdonare coloro che lo crocifiggono, perché non sanno quello che fanno. E quel sangue prezioso è versato anche per Giuda. Sullo sfondo di questo dialogo colloco la figura di Giuda e quella di ogni peccatore, per quanto gravi possano essere le sue colpe. La dannazione resta sempre una tragica possibilità per chi muore nell’impenitenza finale. La fine di Giuda resta avvolta nel mistero. Nella fede possiamo sperare per tutti, senza togliere le responsabilità di ognuno. In questa speranza, nella preghiera più grande che le è stata affidata, l’eucaristia, la Chiesa continua a intercedere per tutti i defunti, perché possano incontrare il volto del Cristo misericordioso, che verrà per giudicare i vivi e i morti e il cui regno non avrà fine.


  12. Chiunque abbia studi minimi di storia dell’arte – ed in particolare di storia dell’arte contemporanea – capisce che l’accostamento della Abramovich con Mondrian e/o con “l’arte povera” è completamente privo di senso. Ve la spiego in parole semplici: la Abramovich è parte di un sistema commerciale furbacchione che cerca di spacciare per arte (o meglio, per “fatto artistico”) rappresentazioni tanto cruente quanto sgangherate. Trattasi di truffa culturale, non di satanismo. Cerchiamo di non fare pubblicità involontaria a chi proprio non se la merita. Dopotutto definire costei una “satanista” significa – per quanto paradossale – conferirle una patente di credibilità. Consiglio per il Prof. Introvigne: lasci perdere l’arte se non ne capisce nulla.

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