EUROCRAZIA SENZA VISIONE CI METTE IN MANO ALLA CINA.

Trump metterà dazi sulla Vespa e l’acqua San Pellegrino!”: i  media mettono il lutto, strillano, piangono.  Trump   il protezionista! La nostra rovina! La rovina del libero commercio mondiale! Nessuna cifra sull’export di Vespa in Usa, sicuramente una nicchia da pochi soldi.

Come amano odiare Trump, i nostri media, e politici di governo, e le oligarchie europee.  Tanto  amano odiarlo, che mentre piantano il piagnisteo corale  sull’acqua San Pellegrino che sarà (forse)  tassata in Usa,  manco si accorgono della  seguente notizia:

Nel corso del 2016, gli investimenti diretti della Cina in Europa sono cresciuti del 77 per cento, mentre sono   cresciuti  ‘solo’ del 40 per cento nel resto del mondo”.

Atlantisme et Eurasisme – Encerclement et Contre-encerclement

 

Ciò significa che, approfittando della crisi economica ormai decennale e mai curata che mette  alla fame  le imprese europee,  Pechino se le sta comprando. Naturalmente si sceglie quelle di cui ha bisogno, le cui tecnologie e know-how  mancano ancora all’Impero del Mezzo; insomma le migliori. E l’Europa è piena di aziende “migliori”   abbandonate al “mercato” (ossia alla predazione) durante  la recessione globale,  in forza del  sacro dogma liberista-globalista che a Bruxelles non si può violare: è  per questo che nel solo 2016 la Cina ha aumentato suoi acquisti in Europa del 77%, contro il  40 per cento nel resto  del mondo.  Aziende  i cui profitti andranno in Cina, quando ricominceranno a fare profitti.

Svendiamo le industrie a Pechino

Altro  che Acqua San Pellegrino. Giusto per dare un’idea: tutte le esportazioni agroalimentari  italiane in Usa   valgono 38,4  miliardi;  il danno che potrebbe venirci da dazi Usa è sul 10% , ossia 3,8 miliardi.   Ma per i suoi  acquisti diretti, nel  solo 2016, la Cina ha sborsato 200 miliardi di dollari. Perché si sa,  Pechino è strapiena di dollari – e sa che sono carta straccia, che gli Usa stampano a ritmi ormai demenziali, insostenibili. Quindi si libera a vagonate dei 200 miliardi di dollari, comprando con essi i gioielli europei, valori reali. Gli europei in crisi accettano carta straccia e  vendono i gioielli.

 

Mica solo in Europa, attenzione. I cinesi stanno iniettando miliardi nel cinema americano,  soccorrono Hollywood coi loro capitali: capite cosa vuol dire? L’industria dei sogni Made in Usa, il cuore del “soft power” americano,    sta già cominciando a produrre film  in gloria della Cina… Donald Trump, e la parte dell’elite che lo sostiene, hanno preso atto dei danni che la globalizzazione senza freni ha prodotto nell’economia americana, e stanno cercando (goffamente) di  risalire la china della de-industrializzazione,  del vuoto industriale che minaccia ormai il poter globale americano.  In Usa, questo cambio di prospettive è ferocemente contrastato, fino alla guerra civile, da ogni sorta di poteri “progressisti” (fra cui la Cia,  progressista):  di fatto è una lotta – molto sudamericana –   fra una “borghesia nazionale” (bollata come “populista”e protezionista) e  la “borghesia compradora” che vive di importazioni (cinesi), di speculazioni finanziarie  e di riduzione dei salari, dunque austerità  per tutti gli altri connazionali.

Ma che dire dell’Europa? Quella di Bruxelles,  di Berlino  dove albergano  le povere “menti strategiche” che ci guidano? E di Francoforte, da  cui impera la intelligentissima BCE?

Lasciano Pechino fare acquisti a man bassa, non sanno reagire:  si vietano  “rigurgiti protezionisti”, certo.   Ma anche  non hanno alcuna strategia a lungo termine, alcuna visione geopolitica. Meglio: continuano ad adottare quella che hanno ricevuto da   Washington,  quando ormai a Washington è in discussione,   perché sono incapaci di pensare  in proprio.  Sono un ventre molle intellettuale mai visto  nella storia.

Le oligarchie europee  non possono guardare in volto i loro errori geopolitici epocali; anzi li hanno celebrati a Roma, incensandosi a vicenda,   ripetendosi che i problemi che loro hanno creato saranno curati da “più Europa”, da più forti dosi del farmaco che ci ha ammalati tutti. Anzi,”la faremo pagare” all’Inghilterra che ci ha lasciato, minacciano Juncker, Tusk, la Mogherini, la Merkel.

Sciolta nel mercato globale, a che serve più la UE?

Persino Lucina Castellina su Il Manifesto (ed è tutto dire)  ha indicato  a questi “europeisti”     che sono stati loro ad avviare lo smantellamento della  Ue (non certo i “protezionisti e sovranisti”) commettendo l’errore fatale: “Sempre più confondendo il progetto europeo con quello della globalizzazione.. E allora, perché l’Europa? Che senso ha, se resta niente altro che un pezzetto anonimo del mercato mondiale?”. 

Hanno “fatto” la UE di nascosto, senza ascoltare i popoli, e perché? Per poi dissolverla nel mercato globale.  Ossia decretando la sua inutilità. Se una “unione” europea aveva un senso, non poteva che essere nella Fortezza Europa”, un blocco commerciale di mezzo miliardi di abitanti con alto potere d’acquisto ed alta istruzione,  potenzialmente autosufficiente (una volta integratavi la Russia). Invece hanno svenduto   i suoi  popoli  –   alla concorrenza mondiale  dei salari più bassi. Ossia svendendo le specificità di valore, culturali, proprie dell’Europa storica.

Ma poi hanno fatto di peggio: hanno allargato la UE ad  Est, e adesso la stanno identificando sempre più con la NATO, l’alleanza militare anti-Russia, sotto dettatura americana rialzando  la Cortina di Ferro; perché all’America non interessa più l’Europa se non come terreno militare, di espansione in profondità  in ostilità alla Russia.

E’ la politica americana tradizionale: impedire l’integrazione fra Europa dell’Ovest e Russia,  che creerebbe uno spazio economico autosufficiente sia dal punto di vista tecnologico che da quello energetico  (e  quello culturale, non dimentichiamo)  liberato dall’egemonia Usa. Dal punto di vista americano,  il progetto ha una logica. Ma dal punto di vista europeo?

Di fronte agli “acquisti” cinesi, e di fronte al – da loro imprevisto – riflesso protezionista e sovranista della Casa Madre americana,  la sola cosa che ci servirebbe sarebbe avere la Russia dalla nostra parte.  Invece abbiamo gettato Putin nelle braccia della Cina, colpendolo con sanzioni che hanno danneggiato noi, e bollandolo come “dittatore” di uno “stato ostile” . Grazie Tusk.  Grazie, Merkel. Grazie, Mogherini,

Che tragica e  comica  cortezza di vedute,  che mancanza totale di visione. Nani politici  ma soprattutto intellettuali, al comando di quella che è ancora  l’economia  col maggior poter d’acquisto del mondo (ancora per poco)  il che la rende preda di intelligenze che hanno saputo concepire progetti geopolitici  di lunga durata.

Secondo Michael Pillsbury, un ex sottosegretario aggiunto alla Difesa ed esperto della Cina,  questa   si trova a metà della sua  “maratona del secolo per rimpiazzare gli Usa come superpotenza mondiale”  e  questa strategia è stata definita dal Partito Comunista cinese dal 1972, all’indomani della riapertura delle relazioni  con gli Stati Uniti grazie a Nixon e Kissinger,  con lo scopo di cancellare le umiliazioni del passato e organizzare un nuovo ordine che rimetta in  causa l’ordine finanziario di Bretton Woods.

Si  assegni pure alla paranoia americana (di questi tempi acutissima)   il sospetto di un così lungo progetto cinese. Certo  è che la paranoia appare giustificata, se  si considera che gli Usa hanno accumulato oggi 20 mila miliardi di dollari di debito, del quale  Pechino detiene un terzo.

Il grande  controllo cinese sulla heartland

I  dollari  post-1971, non più convertibili in oro,  hanno reso comodo per gli american di procurarsi beni fabbricati all’estero, pagando coi dollari stampati senza limiti. Una comodità che hanno pagato con l’aver consentito a paesi esteri di costruire le proprie industrie nazionali esportatrici:  ovviamente la Cina è stata la massima beneficiaria, ma non senza l’aiuto  (stolto? Volontario?) delle centrali finanziarie americane che hanno aperto alla Cina il mercato mondiale, lasciandola entrare nella globalizzazione  senza esigere da essa la  condizione imposta a tutti gli altri: che lasciasse fluttuare liberamente la sua moneta  secondo  la  domanda dei mercati. I cinesi   sono dunque da anni nella competizione con la moneta svalutata e controllata dal Partito-stato, un trucco sleale, di cui solo oggi un presidente di nome Trump  ha chiamato il bluff.

Dominio dello “Heartland” – e del “Rimland”.

Forse troppo tardi. Il deficit degli Usa verso la Cina   ammonta ormai a un miliardo di dollari al giorno.  E mentre  Obama badava ad antagonizzare Putin (e noi europei con lui), la Cina ha silenziosamente realizzato una gigantesca rete di infrastrutture eurasiatiche.

Dodicimila chilometri di ferrovie ad alta velocità,  e altri 50 mila progettati.

Oleodotti  e gasdotti come “Forza di Siberia”,  4 mila chilometri dai giacimenti della Jacuzia nell’estremo nord-est cinese.

Il gigantesco progetto di trasporti stradali-ferroviari e marittimi integrati, denominato One Belt One Road,  lanciato nel 2013 da Xi Jinping per unire l’Eurasia e raggiungere l’Europa,  ma anche l’India e il Medio Oriente  evitando lo stretto di Malacca (passaggio obbligato ma controllato dal “nemico”) con un raddoppio di vie terrestri. Basta elencare i 7 assi ufficialmente resi noti da Pechino per avere un’idea:

  1. The Twenty-First-Century Maritime Silk Road (MSR)
  2. The China-Mongolia-Russia Economic Corridor (CMREC)
  3. The China-Pakistan Economic Corridor (CPEC)
  4. The Bangladesh-China-India-Myanmar Economic Corridor (BCIMEC)
  5. The China-Indochina Peninsula Economic Corridor (CICPEC)
  6. The China-Central and West Asia Economic Corridor (CCWAEC)
  7. The New Eurasian Land Bridge (NELB)

Il colossale programma   di  infrastrutture,di dimensione continentale – che mira a racchiudere  il continente più  vasto, l’Asia, la heartland  che turbò i sonni del geopolitico McKinder (“chi controlla lo heartland controlla il mondo”) ha a  disposizione strumenti finanziari  adeguai, forniti  essenzialmente  dalla Cina:

  • La Asian Infrastructure Invesment Bank (AIIB) , capitale iniziale 100 miliardi di dollari, che è praticamente il rivale di Fondo Monetario e Banca Mondiale,  organi strategici del  potere mondiale anglo-americano. Vi partecipano, nonostante le minacce di Washington per dissuadere, 57  paesi, fra cui molti europei; ci siamo anche noi; Londra è stata frale prime ad aderire, per avervi lo stato di “socio fondatore”.  Il  solo ad aver obbedito alle ingiunzioni americane è stato, in Asia il Giappone: per sua disgrazia.
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Banca_Asiatica_d%27Investimento_per_le_Infrastrutture
  • Il Silk Road Fund, fondo di Stato del  governo cinese, dotato di 40  miliardi di dollari, per intervenire in appoggio della AIIB.

Quanto alle istituzioni, è  il caso di ricordare che la Cina è parte (la più grossa) della  Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, una alleanza fondamentalmente  militare, di autodifesa, che inizialmente comprendeve, oltre Russia e Cina, anche Kazakstan, Kirghizistan, Tagikistan;   ma dal 2001  comprende anche India e Pakistan – e presto  si prevede l’ammissione dell’Iran, oggi membro osservatore.

Bruxelles ha gettato Putin nelle loro braccia

E’ una piccola cosa: che comprende quattro potenze nucleari, fra cui la seconda al mondo (la Russia);  il 43% della popolazione mondiale, e  oltre  il 60 per cento del territorio del continente eurasiatico. L’ostilità europea, con le sanzioni e il resto,  ha gettato la Russia nelle braccia di  questo blocco, costringendo Putin ad approfondire e rendere  permanenti  i rapporti “di buon vicinato e cooperazione amichevole” con Pechino.

Dimentichiamo qualcosa? Ah sì, ecco: i  BRICS –  Brasile, Russia,  India,  Sudafrica. Oggi somigliano sempre più ad una  Shanghai Cooperation Organization che unisce un paese africano essenziale per posizione geopolitica, e il più grande paese sudamericano –  uno e l’altro situati in quello che i geopolitici britannici chiamano il “rimland”: il contorno dell’heartland, che è necessario che le potenze navali controllino per minacciare chi controlla lo heartland.

Dunque  la Cina con la Russia (a questo punto, come partner junior)   hanno rafforzato il dominio sullo heartland, e nello stesso tempo hanno sfondato  la continuità geo-strategica del rimland.  Per esempio, la partecipazione del Brasile al BRIC mette in discussione la dottrina Monroe, l’inviolabilità totale dell’egemonia Usa  nel suo emisfero – il che può spiegare certe sovversioni attuate contro quel paese.  Per  ora hanno avuto successo; ma i BRICS hanno una propria banca di sviluppo, dotata di 100 miliardi di capitale per le infrastrutture – un aspetto che  gli usa hanno troppo trascurato, lasciandosi guidare dal suo capitalismo finanziario, ossia predatorio e di corto respiro.

Ma  c’è ancora di più, e lo sottolinea  l’analista Jean-Claude Empereur, docente di geopolitica all’università di Nantes: “Il programma di contro-accerchiamento  [cinese] non sarebbe completo  se non si citasse il Libro Bianco sulla politica spaziale cinese 2017-2022,  che propone di fare della Cina una potenza spaziale indipendente. Un  grande programma scientifico, militare ed economico: “A  lungo termine, lo sfruttamento delle risorse lunari è una  delle  grandi priorità  della Cina. La Luna ha riserve di un gas raro sulla Terra,  l’helium-3, che   potrebbe essere usato per ottenere energia da fusione” .

Sarà  pure fantascienza. Ma confrontatele con la visione della Mutti  Merkel  da cui ci siamo lasciati guidare noi europei,  la piccineria  e  la stupidità con cui, in nome di non si sa quali principi  morali, ci siamo fatta nemica la Russia che stavamo integrando, perché “Putin è un dittatore” – mentre  Mutti non ha avuto remore a promettere ad Erdogan l’entrata della Turchia nella UE.

Hanno  fatto  l’Unione, e poi l’hanno disciolta nella globalizzazione,  obbligandoci a competere sui ribassi salariali  nel  calcolo impossibile di concorrere  a forza di austerità con quelli cinesi; e adesso, Trump suona la  campana della fine della globalizzazione,  odiano Trump invece dei loro errori sesquipedali.   Che hanno degradato l’Europa e  la condannano alla dismissione storica.

Si  poteva, forse si potrebbe ancora,   distogliere Putin dall’abbraccio cinese, che certo è imbarazzante e pericoloso, e culturalmente  persino  innaturale; ma non ci vorrebbero una Mogherini  o un Gentiloni, uno Stoltenberg o un Tusk.  Invece ecco,     partono alla guerra contro “i protezionisti” e i “sovranisti”, e lamentano una possibile riduzione delle vendite della Vespa in Usa,  mentre la Cina si propone di diventare  una potenza spaziale nei prossimi cinque anni.  Che  pochezza mentale. Che tristezza.

 

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15 commenti

  1. rino

    Come può capire una classe al potere quello di cui ha bisogno un paese per prosperare quando loro prendono venti volte quello che prende un operaio comune? E’ chiaro che vivono in una dimensione surreale perché i freddi numeri dei dati ISTAT sono difficili da afferrare.
    Selezione della specie..

  2. lady Dodi

    Cortezza di vedute in Europa? Si, e anche un ministro degli esteri strabico. Se non “vedrà ” Putin vedrà Xi Jinping e magari Erdogan.


  3. Basti pensare al fatto che la NATO ha affidato la delicatissima questione ucraina ad uno stratega di chiara fama che risponde al nome di Antonio Razzi, come pure alla patacca regolaimmigrazione tra i fantocci per parte cismediterranea italica e il fantoccio NATO Al Sarraj, di cui possiamo apprezzare i non risultati. Ma poi che importa, quando una colonna di Confindustria come Colaninno ci conferma che siamo in buone mani, ché tanto la Vespa è prodotta in Asia e quindi non teme dazi. Chiamarli pidocchi è offendere i pidocchi, col misero risultato che gli etilisti di Bruxelles stanno ancora al loro posto, la famosa cadréga…

  4. Oriundo2006

    Piccineria miope sulle ‘colpe’ di Putin, strabismo omicida sui crimini propri, servilismo idiota ipercompensato sulle azioni passate, masochismo ‘ ‘interessato’ purche’ fatto ricadere sui sottoposti, deboli ed irretiti da secoli di farfugliamenti pseudoreligiosi: e’ il solito moralismo a senso unico la cui origine si commenta da se’. Pace e bene quando serve a noi, ogni sorta di male agli altri … e quando la proiezione mentale ed ideologica non riesce, allora calunnie, odio, falsamento della realta’, ‘siamo solo noi nel giusto’, ‘siamo i puri di cuore’, ‘siamo gli eletti’: poteva funzionare nei secoli passati, ora non piu’. Oggi il principio di realta’ smentisce ogni sorta di ideologia, non e’ piu’ possibile contare edificanti ‘historie’ su presunte nostre ‘superiorita’ quando la smentita arriva dai fatti. Oggi l’Europa e’ condannata all’irrilevanza dovuta proprio a questa mancanza di senso oggettivo, a questa mancata presa d’atto che non abbiamo proprio nessuna ‘superiorita’ o priorita’ rispetto ad altri popoli, ad altre religioni, ad altre filosofie di vita: importare immigrati non serve, serve ragionare da pari e realizzare i nostri interessi insieme agli altri. Putin l’ha capito, ha fatto un accordo non ‘innaturale’ ma perfettamente logico e razionale, ha seppellito secoli di odio slavo contro l’Oriente, odio sin dalla ‘Rus di Kiev: ha realizzato il meglio della Koine’ russa allontanandosi da tanto retaggio ideologico passato. Noi per fare lo stesso dovremmo finalmente fare un accordo di grande portata sia con la Russia ma sia sopratutto con il meglio del mondo islamico prospicente il Mare Nostrum, riconoscendo finalmente i nostri interessi ( anche umani ) oltre le barriere religiose. Direi che ne va della nostra sopravvivenza.

    1. Diego Grandi

      “Oggi il principio di realta’ smentisce ogni sorta di ideologia, non e’ piu’ possibile contare edificanti ‘historie’ su presunte nostre ‘superiorita’ quando la smentita arriva dai fatti.”

      Sta parlando della Civiltà Greco-Romana e Cristiano-Cattolica?


  5. Direttore,
    si rammenta che anni fa su suggerimento di Gianni Collu Le feci pervenire – come dire? – un’allerta a proposito del tema della Triadi per altro ben espletato in vari numeri del “Silenzio di Sparta” e Lei mi rispose icasticamente che Lei non aveva accesso a certe fonti appunto sullo scenario cinese e mi chiedeva se lo avessi io… ca va sans dire che un quidam come il sottoscritto non ne aveva… al di là di quello che potevo raccogliere modestamente da Collu: beh, ora, vedo che Lei ha comunque colte quelle dritte di Collu… cordiali saluti Danilo


  6. Se l”aiuto CUOCO di Mattarella, nonchè l’aiuto LAVAPIATTI di Gentiloni, leggeno questo articolo, come minimo si SUICID-ANO 🙂

    La differenza tra l’unico leader Mondiale oggi esistente e la melassa di mezze seghe, truffatori , CRIMINALI & ASSASSINI nonchè pagliacci aiuto cuochi e lavapiatti che ci comandano tutti ( Europappa & USA ) :

    ” Il presidente russo Putin “ha capito meglio di tutti la nuova era rispetto ai suoi rivali in Occidente”, pertanto la sua popolarità non è circoscritta in Russia, ma guadagna sostenitori anche in quei Paesi stranieri la cui leadership politica è estremamente ostile al Cremlino, scrive The American Conservative. Per molti Putin è diventato un simbolo della sovranità nazionale nella lotta contro il globalismo, è possibile che nelle battaglie politiche del XXI secolo la nuova Russia sotto la sua guida sia dalla parte dei vincitori, si legge nell’articolo. Dopo 17 anni di permanenza al potere la popolarità di Putin è di gran lunga superiore a qualsiasi “rivale” tra i leader occidentali, scrive The American Conservative. Se il rispetto dei russi e dei rappresentanti della diaspora russa all’estero per il presidente è spesso spiegato dal fatto che sta compiendo notevoli passi “per rendere la Russia di nuovo grande,” il segreto della sua crescente popolarità in Occidente manda molti in confusione. Eppure l’establishment americano “odia” Putin e i media occidentali gli riservano un trattamento estremamente ostile, si sottolinea nell’articolo. Ciononostante la politica di Putin fa proseliti all’estero. E’ dovuto al fatto che il presidente russo si oppone alla “concezione progressista” occidentale per il futuro dell’umanità, che presuppone un unico “ordine mondiale” globale e la rinuncia della sovranità nazionale, ritiene l’autore dell’articolo:
    “Putin collabora con i conservatori, nazionalisti e populisti in Occidente e si è schierato in modo che gli stessi hanno iniziato ad odiare la propria civiltà decadente.” Quello che ha fatto provare loro disgusto ha creato la stessa repulsione a Putin, un patriota “in nome di Dio e del Paese”, scrive The American Conservative.
    Putin respinge il “nuovo ordine mondiale” che gli Stati Uniti stanno cercando di stabilire dopo la guerra fredda, e ha una politica con lo slogan “La Russia prima di tutto”. Sfidando gli americani, si rivolge ai milioni di europei che vogliono ripristinare la loro identità nazionale e vogliono riprendersi la sovranità ceduta all’Unione Europea sovranazionale, si afferma nell’articolo. L’articolo osserva che il leader russo è anche contrario al “relativismo morale” progressista delle èlite occidentali, i cui rappresentanti cercano di sradicare le radici cristiane, guardando al secolarismo e all’edonismo. L’establishment americano odia Putin e cerca di mostrarlo come “aggressore, tiranno e assassino”, affermando che “ha occupato l’Ucraina,” e i suoi “vecchi compagni del KGB” uccidono giornalisti, dissidenti e disertori. Tuttavia la politica in Russia è sempre stata in ogni epoca “sanguinosa”, inoltre il presidente russo non ricorre a misure meno repressive contro i suoi avversari rispetto ai leader alleati dell’Occidente di Egitto e Turchia o della Cina, sottolinea The American Conservative. “Putin ha compreso meglio il nuovo secolo rispetto ai suoi rivali,” — si afferma nell’articolo. Nel XX secolo il mondo era diviso tra “comunisti” e “democratici”, tra Est e Occidente. Nel XXI secolo la nuova linea di divisione è tra il conservatorismo sociale e la laicità sfrenata, tra il patriottismo e il transnazionalismo, tra governi nazionali e il “nuovo ordine mondiale”. Ora il presidente russo si trova dalla parte dei “ribelli”: è considerato un alleato di coloro che sostengono “l’Europa delle nazioni” di Charles de Gaulle, non il concetto di Europa unica in cui si muove l’Unione Europea, evidenzia l’articolo. In questo contesto riacquista rilevanza la vecchia domanda “a chi appartiene il futuro”: non si può escludere che “nelle nuove battaglie del nuovo secolo” la Russia può essere dalla parte dei vincitori, ritiene l’autore dell’articolo. Putin per molti è diventato il “simbolo della sovranità nazionale” nella lotta contro il globalismo ed i partiti “separatisti” di tutta l’Europa guardano con speranza verso Mosca, piuttosto che oltreoceano, scrive The American Conservative. Inoltre le recenti elezioni negli Stati Uniti hanno dimostrato che l’impatto di questa lotta si sente al di fuori del vecchio continente.

  7. luca

    Ottimo articolo, direttore. Solo che non condivido la sua lettura sull’inettitudine dei vertici europei. NON sono stupidi, sono fedeli servitori dei poteri massonici cui si sono venduti. Il geniale J. Kleeves, nei suoi saggi lungimiranti, scriveva molti anni addietro che l’interesse degli Usa era di evitare l’integrazione Europa-Russia. Come vede, caro dott. Blondet, ci sono riusciti pienamente. Credo quindi che sia tutto perfettamente pianificato, da menti raffinatissime. Sicuramente a nostro danno, ma che vuoi che importi ai poteri col grembiulino di cittadini completamente anestetizzati e culturalmente regrediti all’analfabetismo? Di 500 milioni di persone dedite agli acquisti sfrenati di strumenti che vengono pagati 7/800 euro e che in realtà valgono 50, vedi i cellulari ultimo modello? Caro direttore, occorre che ci rieduchiamo alla sobrietà, occorre che rifiutiamo il consumismo, che prestiamo più attenzione all’ambiente e alla solidarietà umana. Occorre anche che togliamo i nostri risparmi dalle “loro” banche.
    Buona domenica a tutti.


    1. E’ cosi’.tra l’altro gia’ oggi mi sembra che Israele voglia partecipare al sistema bancario euroasiatico alternativo.Interessante,pensando alle ragioni storiche e metastoriche dell’odio d’Israele verso l’Europa ,Roma e l’intero Occidente,alla fine verso gli stessi Usa.Perche’ Israele non si sente Occidente,bensi’ rivale dell’Occidente. e se la ride di chi parla di civilta’ e tradizioni giudaico cristiana,cioe’ dei servi lecchini di cui sopra.Ma non e’ questo il tempo dell’Anticristo ultimo,di cui Israele sara’ alleato per 3,5 anni,riuscendo a riedificare il Tempio per poi diventarne vittima.Allora forse l’atavico timore verso turchi,centroasiatici, mongoli e cinesi trovera’ il suo fondamento,perche’ sara’ finito il tempo dei Gentili e Dio avra’ ritirato la sua protezione dalla Cristianita’ .Prima pero’ tornera’ Bisanzio,la pace, un Papa cattolico santo.

  8. learco

    USA e Cina sembrano due Paesi complementari: gli americani comprano prodotti cinesi e questi ultimi, con parte dei soldi ottenuti, acquistano titoli di Stato statunitensi.
    La Cina non ha ancora un mercato interno, e forse non l’avrà mai, in grado di smaltire tutto ciò che produce e, da quello che ho letto, non è ancora in grado di gestire le sue complesse operazioni finanziarie senza l’assistenza dei grandi banchieri di Wall Street.
    Inoltre, non è ancora in grado di competere militarmente con gli Stati Uniti.
    In questa situazione, l’Europa non è destinata ad essere colonizzata dai cinesi nel prossimo futuro, ma resterà per parecchio tempo al guinzaglio dell’elite finanziaria americana.

  9. lady Dodi

    Bravo Albore! Solo lei poteva scrivere queste cose.
    Sintonia sempre totale.
    Si, Putin è TUTTO!

  10. lady Dodi

    La Russia è stata costretta a rivolgersi ad oriente. Ricordo con quanta malevolenza e cattiveria si parlava in Italia degli accordi Russia/Cina per l’approvigionamento energetico. Si diceva che la Russia ci aveva rimesso….. che aveva dovuto svendere….che sarebbe fallita….Insomma un odio ingiustificato e persino autolesionista.
    Ho sentito successivamente che la Germania, nonostante le sanzioni, comprava gas russo e che questo si faceva transitare dal mar Baltico per bypassare l’Ucraina . Già, l’Ucraina…lasciamo perdere.
    Quello che mi interesserebbe sapere a questo punto è quanto petrolio importano l’Europa del nord e quella del sud. E DA CHI. Nel dettaglio. Qualcuno sa dove posso cercare?


  11. Sarebbe utile fare una indagine sugli investimenti fatti dai Rotschild negli ultimi decenni nel sistema banario cinese.
    Vado a sensazione. La Cina cilturalmente, per quel che ho potuto capire dialogando con miei vicini(Toh, la Cina è vicina) sembra abbastanza conforme al Nuovo Ordine Mondiale. Un esempio illuminante è che nelle scuole cinesi la storia viene insegnata a partie da Maozedong(italianizzo) Dunque le nuove generazioni non hanno retaggi culturali degni di umani raziocinanti bensì di consumatori-lavoratori-schiavizzati, nella maggioranza . Per alcuni più uguali , per una minoranza il discorso è diverso.
    Voglio dire che Putin con i cinesi ha poco da spartire sul piano culturale, etico e religioso.
    Penso sempre che i cinesi guardino alla Siberia come un luogo assai interessante per insediarvi qualche centinaio di milioni di cinesi.
    In altre parole ritengo che queste alleanze , Brics, accordo di Shangai non rappresentino un approdo sicuro per la pace nel mondo.
    Quel che servirebbe, e che al momento sembra utopia, sarebbe
    la creazione di un movimento europeista volto a prendere a calci nel sedere la culona Mutti((facile bersaglio per superficie) gli Hollande, Mogherini, Tusk , frocettini(neologismo, niente a che fare con la parola orribile)olandesi e turpi individui alla Juncker.
    Dunque creare un patto più che d’acciaio con Putin, Risultato: autarchia ricca e solida nonchè moralmente superiore europea.

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