AGLI ISRAELIANI PRUDE LA VOGLIA DI GENOCIDIO …

E’ successo martedì al checkpoint di Mevo Dotan.  Una ragazzina palestinese, quasi una bambina, avanza verso il posto di blocco.  Diranno che ha tentato di accoltellare un soldato; nel video ripreso non si vede né la lama né l’accoltellamento. Si vede invece che la ragazzina fugge, e due agenti israeliani che la inseguono a tutta velocità.  Adesso la bambina è  stesa sull’asfalto, si contorce, le hanno sparato. Gli armati attorno   a lei –  soldati, ma anche un tizio armato in shorts  e sandali, evidentemente un “colono”  –   non la finiscono; si godono la scena   del suo dissanguamento. Mentre la scolara geme e si torce, a terra, i gloriosi ebrei la insultano:  “Muori, figlia di troia”. “Fuck  You”. “Crepa, soffri, khaba” (arabo per “puttana” ).  Nel video si sente qualcuno chiedere: “Ma dov’è il coltello?”.

“Muori, troia!”.

Si chiamava  Nouf Iqab Enfeat,  Aveva 16 anni, veniva dal villaggio di Yabad, presso Jenin,  Cisgiordania. Dicono che  avesse “leggermente  ferito” uno dei soldati.

Il punto  è che si moltiplicano questi fatti, che rivelano uno stato d’animo accentuatosi  nella soldataglia di Tsahal  in questi ultimi tempi: il piacere sadico di assassinare,  anche gratuitamente,  esseri inferiori. Coscienti che i loro superiori non li puniranno per così poco.

Gratuitamente, il venerdì  8 giugno, un cecchino israeliano ha  sparato  contro palestinesi che manifestavano  – attenzione , non in Israele, ma al di là del Muro, preso Jabalia,  Striscia di Gaza, nord. Siccome i  soldati erano separati dai manifestanti dal Muro, non  c’era alcun pericolo di alcuna “aggressione”, è stato puro piacere di assassinare inermi. Il cecchino israeliano, coi suoi colleghi, hanno sparato dalla torre di sorveglianza al di qua del Muro. Sparato per uccidere: Aa’ed Khgamis, 35 anni, è stato fulminato con un proiettile reale alla testa. Altri miriadi di proiettili hanno ferito altre decine di palestinesi.  Questa di  sparare con pallottole  vere contro manifestanti è diventata una allegra abitudine del glorioso, eroico Tsahal.   Glielo lasciano fare, e allora perché no?  La soldataglia ha fatto persino alzare un drone per  spiare la manifestazione  di coloro che – va ripetuto – stavano protestando nel “loro” territorio (bisognerebbe dire: all’interno del loro lager) e non potevano far  male a nessun sangue eletto.  E’ stato puro piacere.

Così, il 15 maggio, hanno ammazzato un pescatore palestinese di 28 anni, Muhammad Majid Baker, non perché avesse aggredito qualcuno degli eletti – ma perché stava pescando. Lo faceva, apparentemente,   oltre  il limite di 6 miglia consentito dai giudei ai prigionieri in Gaza. Va detto che “all’inizio del mese, Israele aveva dichiarato una temporanea espansione dello specchio di mare di Gaza  in cui permette la pesca. Nove miglia al di fuori della costa Sud. Ma ha mantenuto il limite di sei miglia  sulla costa Nord. Così da un  guardacoste hanno sparato al giovane  che probabilmente s’era confuso (inutile ricordare che per gli accordi di Oslo,  anni ’90,  Israele aveva stipulato con l’OLP la pesca fino a 20  miglia dalla riva),  colpendolo al torace. Hanno circondato il piccolo peschereccio ed hanno arrestato l’agonizzante, che infatti è morto qualche ora dopo in un ospedale israeliano.  Poche ore prima dell’assassinio, le formidabili forze navali giudee avevano imprigionato sei pescatori palestinesi e sequestrato due battelli, per lo stesso delitto.

I pescatori di Gaza sono costantemente sotto il fuoco giudaico, che quando non mira agli uomini punta a distruggere i battelli. Il centro palestinese per i diritti umani ha contato l’anno scorso 126 “incidenti”  con sparatoria,  e  130 arresti di  palestinesi a bordo dei pescherecci. Muhammad al-Hissi, padre di 3 figli, anni  33, è  stato dichiarato morto in mare, benché il suo corpo non sia stato trovato, quando il 4 gennaio  gli israeliani hanno  affondato il peschereccio in cui lavorava.

E’ diventato normale vedere palestinesi ammazzati, anche bambini”, ha scritto Miko Peled, pacifista israeliano. “E’ diventato normale vedere cecchini israeliani  che usano munizioni reali contro  manifestanti disarmati”.

Peled ha partecipato all’ultima manifestazione  il 26 maggio  a  Nabi Saleh, lo stesso posto dove due  settimane prima  era stato ucciso Saba Abu Ubaid di 23 anni dal cecchino.  Una quarantina di persone; la presenza di attivisti israeliani avrebbe scongiurato le più  criminose reazioni ebraiche? Nient’affatto.  “Soldati armati di tutto  punto hanno intimato alla gente del villaggio   di disperdersi.  Ho sentito uno,  che il suo cartellino identificava come Raj Keyes, ordinare ai cecchini: “Sparategli nelle gambe”.

“Gli abitanti di Nabi Saleh han cominciato a sedersi davanti ai cecchini per impedire  loro la mira. Risposta: gas asfissianti e getti di acqua “skunk” (una miscela puzzolente, che danneggia gli occhi dei bambini).  Ero vicinissimo a  quel Keyes quando lui  è andato verso un gruppo di donne e bambini che guardavano la scena dal lato della strada e, con un sorriso in faccia, ha lanciato loro una granata asfissiante. Una madre che correva per  interferire con la mira dei cecchini è stata sbattuta via dai soldati…”.

E’ lo stile giudaico  verso gli esseri inferiori. Ma si nota un di più di malvagità non dissimulata, una più aperta volontà  di omicidio e strage, che coincide del resto con l’indifferenza  criminale con cui le forze americane e della coalizione che pretende di “combattere l’ISIS”  massacrano civili a Raqqa e Mossul, le città che pretendono di “liberare”.

Cecchini per manifestanti inermi.
Fosforo bianco per i civili.

Dopo la comparsa di video inequivocabili, la  coalizione ha confermato, per bocca del generale neozelandese Hogh McAslan,  di aver lanciato su Raqqa,   dove vivono ancora 160 mila civili (e non più di 500 jihadisti) bombe  al fosforo. Lo scopo, ha spiegato, è “creare schermi di fumo, in modo da permettere ai civili di fuggire”.  Giustificazione in cui  riconosciamo  un esempio insuperabile di chutzpah:  il fosforo è un’arma chimica vietata dalle convenzioni internazionali  negli abitati. Ora apprendiamo che ha un uso umanitario, quindi coerente sui nostri valori. Una foto di come il fosforo abbia aiutato i civili a Gaza, dove l’unica democrazia del MO la  lanciò, è qui disponibile.

 

Persino il discutibile Osservatorio siriano dei diritti umani (quel  signore  che sta a Londra) ha ammesso che il  fosforo occidentale ha ucciso 23 civili a Raqqa.

Naturalmente, il tutto avviene senza una goccia dei fiumi di lacrime sparse dai media occidentali (e  dalla nota Goracci) sulle sofferenze dei civili  ad Aleppo e sui gas che Assad avrebbe lanciato   “sulla sua stessa gente”.

Il numero di civili uccisi nei bombardamenti americani è stato definito “sconvolgente”  dal capo della commissione ONU d’inchiesta, Paulo Pinheiro. 945 morti alla data del 1 marzo 2017, oltre 160 mila civili sinistrati e rimasti senza casa, dispersi nei dintorni della città. La coalizione ammette  di averne ammazzati  352, “involontariamente”.

Invece,  sono convinto che non ci sia nulla di involontario. Uniti ai massacri deliberati di civili a Mossul a  marzo ed aprile (così imbarazzanti, ancorché mediatamente taciuti,  che l’aviazione belga ha voluto comunicare ufficialmente che i suoi F-16 non avevano partecipato alla strage), uniti alla più sadica attività d’assassinio  di Israele contro i palestinesi  inermi, penso che ciò indichi il passaggio ad una politica genocidaria. Lo permettono la  nuova alleanza  di fatto fra Israele e il Regno saudita (genocida di  suo in Yemen) che  assicura contro le minime critiche arabe,  l’intervento militare americano diretto ed aperto in Siria contro Assad e per i terroristi per impedire l’avanzata dell’armata siriana verso le frontiere irachene , il suo congiungimento  coi liberatori iracheni e dunque l’apertura della via di fornitura di armi dall’Iran (un contrattacco americano è in preparazione: gli Usa hanno portato in Siria, nella base che hanno allestito ad Al Tanf, missili HIMARS,   dei “katiusha” americani da 300 chilometri di gittata); lo permette il nuovo clima della Casa Bianca,dove sulla questione medio-orientale è Jared a decidere.

Il sangue arabo è sempre costato poco.  L’indifferenza americana  però può avere un motivo  preciso: quella che ammazza è gente  che sta per e con Assad, e voterebbe Assad in una futura sistemazione della Siria  (da balcanizzare, secondo i progetti USraeliani).  Ad Israele prudono le dita sul grilletto perché sente vicino il realizzarsi del suo sogno finale;  eliminare tutti i palestinesi da  Gaza, farla finita con la chiacchiera occidentale dei “due stati”.

Cominciata la “Soluzione Finale” per Gaza

Ha già cominciato col dimezzare l’elettricità che fornisce alla striscia di Gaza, il  suo lager:   da 3 ore al giorno,  a 60 minuti. Si noti: sono i palestinesi a pagare per questa fornitura,  gli ebrei nemmeno si accollano le spese del Lager. Precisamente, l’OLP di Abu Abbas, nemico di Hamas che regna su Gaza, che smesso di pagare la bolletta. Evidentemente c’è un  accordo fra Abu Abbas e a del capo dell’OLP . Del resto Trump, nell’incontro a Betlemme con Abu Mazen il 23 maggio scorso, gli ha fatto offerte che non poteva rifiutare; subito dopo infatti l’ha aggredito chiamandolo “traditore”, perché il vecchio servo palestinese, alla radio,  aveva chiamato “eroi” i prigionieri palestinesi detenuti da  Israele.   La “pace è possibile fra Netanyahu e Abbas”, ha detto Trump. Il risultato è la riduzione dell’elettricità a Gaza a 1  ora al dì.  Ciò è in sé un  intento genocida.

Insomma è vicina la soluzione finale per Gaza.  “E’ in corso una trama fra  Usa e Israele  per portare il presunto “accordo definitivo” vantato da Trump per finire il conflitto israelo-palestinese   a conclusione, riducendo la questione  palestinese ad una nota a piè di pagina della diplomazia internazionale”, assicura Jonathan Cook, giornalista britannico che scrive da Nazaret. Pochi giorni fa, è arrivata in Israele Nikki Haley, l’ambasciatrice americana all’Onu, quella che si produce in aggressioni verbali illimitate contro la Russia. Accompagnata da Danny Danon,  che copre la stessa funzione per Israele, e che “al  confronto fa sembrare Netanyahu un moderato”.

La Halley ha detto a Netanyahu che “l’Onu è prevaricatrice contro Israele” e che il Consiglio di Sicurezza, invece che condannare Sion, deve “concentrarsi su Iran, Siria, Hamas Hezbollah”.

Quanto a Netanyahu, “ha chiesto alla Halley  di smantellare   una agenzia Onu molto odiata da Israele: l’UNRWA.  Creato nel 1948 per assistere i milioni  palestinesi cacciati dallo Stato ebraico e ridotti in campi profughi ormai divenuti permanenti, la UNRWA assiste ancor oggi 5 milioni di palestinesi fuoriusciti,negli stati intorno,  per istruzione, assistenza sanitaria e sevizi sociali. Netanyahho sostiene che l’UNRWA “perpetua anziché  risolvere” i problemi dei palestinesi. Il che è verissimo:  facendoli sopravvivere, perpetua  le voci che  continuano a reclamare il diritto al ritorno in Palestina. Inoltre, la UNRWA occupa 32 mila dipendenti, ossia  stipendia palestinesi –   insegnanti, amministratori, medici –  che vivono in Cisgiordania: “il territorio che Netanyahu e la Danon vogliono inglobare”.  Il problema potrebbe essere risolto facendoli morire tutti, lasciandoli senza assistenza come quelli di Gaza senza luce.

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29 commenti

  1. Diego Grandi

    “Gratuitamente, il venerdì 8 giugno, un cecchino israeliano ha sparato contro palestinesi che manifestavano…” “…è stato puro piacere di assassinare inermi.”

    I giovani cecchini Khazari devono averlo imparato dal famoso film del loro consanguineo Spielberg, che tanto ha fatto piangere noi gentili.

  2. bob-vi

    ..non vedo speranza per questo piccolo popolo, lasciato solo anche dai suoi vicini. Secondo me giuda ha già stabilito la data del giorno finale, prima però vogliono fare uno stillicidio. A quanto pare neanche l’onu è in grado di fermarli, se anche recentemente ha dovuto rettificare una relazione sui delitti israeliani. Speriamo….

  3. luca

    Caro direttore, ha scritto un articolo che mette una grande tristezza. Comunque ogni tanto fa bene che si ricordino questi crimini perchè la situazione dura da decenni. Gli israeliani sono sempre stati un popolo criminale e hanno sempre partorito governanti terroristi e criminali contro l’umanità. Sono fortunato possessore di un libro che ormai è introvabile: “la pulizia etnica della Palestina” di I. Pappe. Andrebbe letto in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Ma il punto è: cosa possiamo fare noi? Non molto ma un attento boicottaggio di ogni prodotto made in israel sarebbe una ottima cosa. La cosa più ripugnante è che Israele commette crimini tutti i santi giorni nel silenzio angosciante dei media asserviti al potere.

          1. Nucleo Autoriduzione Parassiti

            Voleva essere una semplice battuta sulle sue origini. Nulla di troppo profondo.

  4. Finglas

    Il Qatar più che in chiave geopolitica é da considerare parte fondamentale della lotta per il monopolio dell’informazione.
    Non credo sia un caso che una famosa emmittente che trasmette “certe notizie” abbia sede lì…
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Al_Jazeera

    Credo che sarà sempre più dura trovare informazioni sulle malefatte di “qualcuno”.

  5. rino

    Devi capire che i capi bolscevichi che presero possesso della Russia non erano russi. Odiavano i russi. Odiavano i cristiani. Per odio razziale torturarono e massacrarono milioni di russi senza un briciolo di rimorso. Questo fatto non può essere contestato. Il bolscevismo ha commesso il maggiore sterminio di uomini di tutti i tempi. Il fatto che la maggior parte del mondo è ignorante di questo immenso crimine o non se ne cura, è prova che i media sono nelle mani di coloro che l’hanno commesso.

    Aleksandr Solgenitsin

    Conciso, preciso e universalmente applicabile alle malefatte di certa gente. È sufficiente sostituire alla parola “bolscevichi”, la parola “sionisti” (l’operazione non è affatto difficile visto la comune radice razziale e culturale). Inoltre in tal caso sostituire “Russia” e “russi”, con “Palestina” e “palestinesi”.
    È ormai una verità talmente oggettiva che potrebbe essere inserita nei teoremi euclidei.
    Un ringraziamento a Blondet che nella sezione “senza parole” ha riportato il testo di Solzenicyn.

  6. learco

    Per avere un’idea del panico che sta assalendo i media e i politici israeliani, ecco un brano tratto da un articolo di Ynet news:

    “L’Iran sta per completare la prima fase del suo piano di “annessioni”. La terza fase termina alle frontiere di Israele.

    Secondo le valutazioni dell’intelligence israeliana, la prima tappa prevede di prendere il controllo di una serie di aree fino a creare una contiguità territoriale dall’Iran al Libano, passando per Iraq e Siria.
    Dopo il Libano, gli iraniani contano di raggiungere il Sudan attraverso il mare e assumere il controllo anche in quel paese.

    La seconda tappa contempla l’espansione da Teheran, attraverso l’Oceano Indiano, verso le nazioni del Golfo e poi verso l’Arabia Saudita, con la presa di controllo anche su quella zona.

    La terza e ultima tappa prevede un’ulteriore espansione dall’Iran verso l’Iraq e da lì in Giordania, fino ai confini con Israele.”

    http://www.israele.net/liran-guadagna-terreno-e-punta-ai-confini-disraele

    Siamo al delirio totale, messo nero su bianco da una giornalista israeliana.
    E’ probabile che la stretta violenta attuata sui palestinesi rientri nel tentativo di Israele di imporre un controllo feroce all’interno, in vista di quella che ai suoi occhi appare sempre più come la battaglia finale con l’Iran.

  7. GianlucaC82

    Ad un check-point ho visto un soldato armato come per lo sbarco in Normandia scaraventare all’aria un bambino che non arrivava a 20Kg con tutti i vestiti perché vendeva bottigliette d’acqua ai pejones in fila ai controlli.
    Lo ha raccattato e consolato una nostra amica che è stata li qualche anno come insegnante. Questa ragazza ha dimostrato di avere più coglioni di tutto il reggimento di picchiabambini a guardia del muro.
    E’ stato un viaggio molto interessante, direi il tassello che manca per interpretare il modo contemporaneo. Nelle scuole, oltre a proporre il libro di Pappe, dovrebbero organizzare gite in Palestina. Abbiamo conosciuto persone di Ramalla che hanno parenti che non vedono dalla seconda itifada, rastrellati, al tempo, dai blindati “nazisti” alle prime luci dell’alba…

  8. lady Dodi

    Con l’Iran le buscano LEANDRO. A meno di non chiamare in aiuto il fratellone grande, grosso e scemo. Ma qualcosa mi dice che anche gli USA sono stufi di loro.


  9. La povera bambina palestinese è stata scambiata dai g. per una come Ester o Giuditta. Le pecore tra i lupi sono invece innocenti, come lo sono i fedeli, insegnava Gesù.

  10. learco

    Mentre gli israeliani si occupano dei palestinesi, i loro alleati sauditi sono citati in un rapporto del “Legal Center for Rights and Development” dell’ONU per i massacri compiuti nello Yemen a partire dal 26 Marzo 2015:

    http://yemenwar.info/

    Anche:

    http://www.controinformazione.info/record-di-crimini-commessi-dallarabia-saudita-e-dai-suoi-alleati-usa-e-gb-nello-yemen/

    E’ stata distrutta praticamente ogni infrastruttura, dagli ospedali agli aeroporti, dalle scuole ai ricoveri per anziani e i sopravvissuti sono stati riportati indietro all’età della pietra.
    Un mattatoio di donne e bambini inermi firmato dalla triplice USA-Israele-Arabia.

  11. Marco Sbarra

    Io non so se sia in corso la soluzione finale per Gaza e per i palestinesi.
    So per certo che Hamas, l’Iran e da l’ultimo lo Stato islamico si sono posti ufficialmente l’obiettivo primario della distruzione dello Stato di Israele.
    Senza voler giustificare le violenze gratuite israeliane, certamente il vedersi circondati da stati e forze che ti vogliono far sparire dalla faccia della terra non mette nelle condizioni migliori per sviluppare rapporti amichevoli.
    I plurimi e vili attacchi terroristici palestinesi contro civili inermi israeliani – senza se e senza ma inqualificabili – stanno a dimostrare come i “cattivi” non stiano solo da una parte.

    1. GianlucaC82

      Il territorio è ricco di colline. Ad un tratto da uno dei paesi palestinesi vedi sorgere un container sopra una delle colline circostanti. Col tempo il container si trasforma in un gruppo di baracche militari, e in poco tempo diventa una specie di condominio bunker, connesso da strade presidiate da soldati. Delle ulivete vengono rase al suolo, e gli abitanti del luogo si abituano ad un paese con una doppia viabilità. Strade per gli Ebrei, sempre presidiate da soldati, e strade per la feccia. I condomini bunker sono abitati dai “coloni”, che spesso girano armati e che si sentono come investiti dalla missione di riprendersi la loro terra. E’ gente che ci crede. Chi ha la “fortuna” di abitare vicino la zona contestata, per andare e tornare da lavoro deve passare attraverso dei controlli simili a quelli dell’aeroporto, dove per di più i soldati si divertono a creare contrattempi. Nei casi peggiori si genera qualche tafferuglio dove ci scappa il morto. Se questa cosa accadesse a casa tua, di certo non ti biasimerei più di tanto se tu tirassi qualche coltellata ad uno dei soldati.
      I paesi arabi sono stati sovvertiti e destabilizzati da Israele e Stati Uniti. Per loro, l’obiettivo ambizioso di rimuovere Israele è solo una questione di sopravvivenza.

    2. rino

      Caro Marco, chi non vorrebbe che Israele sparisse dalla faccia della terra? Io mi autoaccuso di questa colpa per primo. Ma il discorso è troppo lungo da fare adesso.
      Ricordiamoci soltanto perché siamo qui su questa terra. La loro infinita hybris li manifesta come figli di Satana e a quel punto, alla notte dei tempi quando il ciclo si chiuderà sarà qualcun altro a fare i conti con loro..

    3. luca

      ma pensa, gli attacchi dei patrioti palestinesi sono vili mentre gli omicidi di bambini sono eroici? Vabbè, ognuno è tifoso della squadra che vuole. Cmq la storia insegna che Israele è uno stato illegale, terrorista e genocida. La Nato dovrebbe bombardarlo.

  12. AnnaN.

    Consiglio vivamente la lettura di Rivelazioni Non Autorizzate di Marco Pizzuti (un autore davvero eccezionale e di cultura impressionante). Tratta molto bene anche il caso palestinese, e spiega come i sionisti lavorassero al loro obbiettivo di costruzione del loro stato molto prima della IIGM. Spiega come la Palestina sin dai primi del 900 fosse un paese pacifico che aveva accolto chiunque volesse “tornare” in quelle terre. Ma la stessa convivenza pacifica non stava bene a chi non aveva altro obbiettivo che radere al suolo la Palestina con tutti quelli che per millenni ci avevano vissuto dopo la dispersione del povero popolo eletto…
    Tale popolo eletto è stato quello che i false flag (come scusa per accaparrarsi terre) lì ha inventati… tanto per dire… Lo Stato sionista è da quasi 80 anni lo stato terrorista per antonomasia (altro che i talebani afgani!). Se poi chi subisce una volta su dieci risponde, ben conoscendo la realtà degli attacchi subiti (a differenza del resto del mondo), chi può biasimarlo…
    Che poi non mi piace generalizzare: tra gli abitanti di Sion c’è anche brava gente (vedi i pacifisti che denunciano), però c’è da dire che di cattivi ce n’é una larga fetta ahimè…

  13. Doc Savage

    Ma cosa dobbiamo commentare? E’ talmente tutto chiaro e terribilmente evidente! Prima o poi ci toccherà, purtroppo, chiedere scusa allo zio Adolfo!

  14. Marco Sbarra

    ” Gli israeliani sono sempre stati un popolo criminale e hanno sempre partorito governanti terroristi e criminali contro l’umanità”, afferma Luca, criminalizzando un intero popolo pur sempre eletto e prediletto da Dio in persona.
    “Chi non vorrebbe che Israele sparisse dalla faccia della terra? Io mi autoaccuso di questa colpa per primo”, ammette candidamente Rino. Caro Rino, non sarebbe meglio che a fare i conti con gli “aborriti” ebrei fosse Dio nel momento finale, come anche tu affermi?
    Infatti l’ebreo Paolo ci insegna che “Dio non ripudiò il suo popolo, da lui eletto nella sua prescienza” (Romani, 11,2) e ci rassicura che “l’indurimento di una parte (DI UNA PARTE) d’Israele è in atto fin che la totalità dei gentili non sia entrata e così tutto Israele sarà salvato (TUTTO), come sta scritto” (Romani 11, 25-26).
    “Prima o poi ci toccherà, purtroppo, chiedere scusa allo zio Adolfo!”, chiude il cerchio Doc Savage.
    San Giovanni Paolo II chiamava gli ebrei “i nostri fratelli prediletti ” e si batté sempre con forza perché non venissero dimenticate le radici dell’Europa, “cristiane-giudaiche”.
    Può un cristiano odiare, ed odiare in particolare l’intero popolo ebreo, augurandogli una nuova shoah?

  15. lady Dodi

    Paolo era romano per parte di padre. E si è avvalso della cittadinanza romana quando s’è trovato nei guai. Però è vero che ha detto che Cristo è venuto per tutti gli uomini. Alcuni non volevano e Pietro gli diceva: ” lascio decidere a te che sei il più intelligente fra noi”, ma Paolo rispose: ” No, tu sei più importante di me perché Lo hai visto e io non ho avuto questa Grazia.”
    E quindi non ci sono popoli eletti ma siamo tutti figli di Dio.

  16. GianlucaC82

    Marco ha ragione, non sono tutti gli Ebrei in questo modo, solo una parte di essi – una parte molto ridotta per giunta. Quelli che hanno caro mammona più di ogni altra cosa. Gli Ebrei hanno impresso la loro orma nella storia, nel bene e nel male, con un tale spirito che è impossibile non riconoscere che qualcosa di Dio sia con loro. Realizzano opere impressionanti sia nel bene che nel male. Noi Cristiani gli dobbiamo anche di aver custodito le antiche scritture fino ai giorni nostri e non dobbiamo dimenticare che Cristo stesso è Ebreo ed “è venuto tra i suoi”.
    I criminali sono i Sionisti che pensano di poter ottenere le promesse che Dio gli ha fatto al popolo ebraico ad ogni costo. Di poter far si che il loro Israele regni su tutte le nazioni senza l’aiuto di Dio e mettendo Satana sul trono.
    D’altra parte ho conosciuto un prete Ebreo Cattolico, Don Vincent, una persona di un carisma eccezionale, e devo riconoscere che quando gli Ebrei sono dalla parte di Cristo sono una potenza nell’utilizzare i loro talenti.

  17. learco

    Sul rapporto tra media occidentali e narrazione sionista dei fatti mediorientali, in contrasto con parte del mondo ebraico è interessante un’intervista di Silvia Cattori allo storico Giorgio Frankel:

    Silvia Cattori: Come lei sa quando si tratta dei crimini commessi dall’esercito israeliano contro gli Arabi, la stampa non è affatto neutra. Non è lei stesso uno di questi giornalisti che nel passato ha contribuito a dipingere un’immagine idilliaca di Israele?

    Giorgio S. Frankel: Sì, in passato ho partecipato a questa propaganda sionista perché sono cresciuto in un contesto favorevole a Israele. Quindi avevo assorbito questa cultura. In un certo senso la stampa, i media occidentali, contribuiscono attivamente a perpetuare l’immagine e l’ideologia di Israele. Questo aprirebbe un discorso lunghissimo sul potere delle forze filo-israeliane nella stampa e nei media.

    Teniamo presente che praticamente tutti i corrispondenti dei giornali statunitensi in Israele sono ebrei filo-israeliani. Molti di essi hanno servito volontariamente nelle forze armate israeliane. Quindi questo fenomeno esiste. Uno dei pilastri della potenza israeliana nel mondo è questa capacità di perpetuare la narrativa israeliana e di modificare continuamente la storia per riscriverla in modo favorevole a Israele.

    Però, in effetti, per tanti motivi, Israele è riuscito a imporre il suo linguaggio, la sua narrativa delle vicende vicino e medio-orientali. Gli israeliani hanno un grande potere, hanno una grande capacità propagandistica. I palestinesi non dispongono di questa forza. Gli arabi non hanno questa capacità. Israele ha preso il controllo a poco a poco. Ha impiegato molto tempo. Adesso ha praticamente il controllo delle comunità ebraiche in Europa e negli Stati Uniti. Un tempo non era così. Un tempo le comunità ebraiche criticavano la politica di Israele.

    Bisogna ricordare che all’inizio il sionismo era osteggiato nel mondo ebraico, soprattutto tra gli ebrei statunitensi. C’è voluto molto tempo perché i sionisti riuscissero ad affermarsi. Questo, tra l’altro, è una delle origini storiche della notevole arroganza, della propensione alla violenza del sionismo. Il sionismo è diventato arrogante e politicamente violento proprio nella sua esperienza negli Stati Uniti, quando doveva affermarsi nell’ebraismo statunitense.Soprattutto dopo la seconda guerra mondiale.

    Se vogliamo parlare di svolta, c’è stata una svolta importante dopo la guerra del giugno 1967. Questa guerra è importantissima nella storia di Israele. Ha creato nella mentalità israeliana un senso di sicurezza e di potenza. Quindi c’è sempre stata una dialettica tra Israele e l’ebraismo, tra chi doveva dominare l’altro. Ma dopo la guerra del 1967 i governi israeliani hanno deciso che spettava a loro dominare il mondo ebraico. Così è stato fatto a poco a poco.

    http://www.infopal.it/silvia-cattori-intervista-giorgio-frankel-israele-non-cedera-mai-i-territori-occupati/

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