MA CHI GLI DOVEVA INSEGNARE LA CIVILTA’, AGLI STUPRATORI??

Sento  da tutte le radio l’immane chiacchiera sul  tema: “Stuprano i clandestini musulmani rifugiati politici, ma  stuprano anche i carabinieri”;  chiacchiera italiota, con l’intervento dello Psicologo e della Femminista; la chiacchiera sfinente italiota, debilitante – perché, ebbene sì, la forza morale si perde  dalla bocca,  solo un popolo  che non tace può ripetere ad infinitum   il suo eterno 8 Settembre.

Scusate, pongo una domanda: da chi mai dovrebbero imparare gli immigrati il rispetto della donna, il pudore, la dignità cavalleresca? E chi la insegna ai giovani carabinieri?  Forse i manifesti e la pubblicità, inviti alla lussuria e alla esibizione sensuale? Forse la scuola? Le infinite agenzie d’informazione e di Stato che insegnano “La liberazione sessuale” come la ultima delle liberazioni di “tutti i tabù”?

Tutto è telenovela.

Chi insegna, in una parola, la civiltà? Prendiamo navi intere di maschi musulmani  gonfi di testosterone, come dice Silvana De Mari,   “senza donne, in età militare,  nullafacenti, senza la dignità e la stanchezza che dà un lavoro, privi di controllo sociale, mantenuti in una situazione di irresponsabilità, di impunibilità e di non rintracciabilità , coesi dall’appartenenza a una stessa religione, una religione che vieta la convivenza pacifica, che ordina l’aggressione agli infedeli, che permette ufficialmente lo stupro delle loro donne”,  e poi ci aspettiamo che si comportino come cavalieri,  buone maniere, baciamano, ed accettare un “no”? Un no dalle donne che trovano qui: donne “liberate”, a cui è stato insegnato fin da bambine che il pudore è schiavitù,  il riserbo della propria intimità un tabù superato  donne che ballano in discoteca mostrando cosce e seno e pelo pubico, ubriache?   Cosa volete che capiscano, quei maschi musulmani?  Noi ripetiamo continuamente loro che vengono da una società repressiva che  li reprime, e poi, cosa ci aspettiamo?

Dove mai abbiamo insegnato ai giovani   maschi – immigrati, carabinieri – che si deve e si può resistere alla concupiscenza? Al contrario, le ideologie e le dottrine correnti, i messaggi è pubblicitari, la depenalizzazione della pornografia, dell’adulterio, dell’aborto,  la glorificazione della sodomia  con pubbliche sfilate di oscenità,    “celebrano la lussuria come liberazione totale”, gridano da ogni angolo, schermo e muro che “il piacere di Venere forma la felicità dell’uomo   e che perciò ogni impedimento alla libido debba rimuoversi come impedimento alla felicità”.

Leggo queste parole da Iota Unum di Romano Amerio. Da cui potrete  apprendere che, dopo il Concilio Vaticano II,  anche la Chiesa, nel ’73, in una lettera pastorale dei vescovi tedeschi,   dichiarava: “la sessualità informa tutta la nostra vita  e […] determina anche la sensibilità la sua sensibilità e fantasia, il nostro pensiero e le nostre decisioni”.   MA questo è pansessualismo che avrebbe invidiato Wilhelm Reich.  SE la sessualità “informa l’intera nostra vita”, anzi è “determinante persino dei nostri pensieri e decisioni”  – capiscono cosa significa “determinante”? . E’determinante quello  a cui non si può sfuggire, quello che è decisivo.

E infatti tutta la società liberata insegna ai giovani che la felicità sessuale è la cosa più importante nella vita, il successo erotico  è la misura del senso vitale, o  del “tuo fallimento come uomo” (o donna).  Nemmeno la Chiesa insegna più altro: dove volete che imparino, i giovani, la contenutezza, il riserbo, il mirare a valori  più alti del sesso, se persino la Chiuesa desiste ormai dal dire la verità?

La verità del pudore, spiega Amerio, non è affatto moralismo, men che meno un costume storicamente determinato, di cui ci si possa liberare con la “evoluzione” e modernità . La radicale essenza del pudore è metafisica: è la vergogna di un Adamo nato con e per  lo spirito  in un corpo soggetto allo zoologico, alla eiaculazione come alla defecazione, all’orgasmo  come alla digestione, sentito come “l’assoggettamento della parte vedente e razionale alla parte cieca e istintiva”,  il quale è “massimo nella consumazione carnale”.  Per cui  essa va  almeno praticata   nell’intimità,  e “ornata” di segni di amore e gentilezza,  di tutti i possibili ornamenti della cultura, della buona educazione, della civiltà e cavalleria, della protettiva sollecitudine che l’uomo deve alla donna amata, della capacità di sospirare  da lontano, di ricevere con gratitudine un fazzolettino profumato,  di procrastinare il desideri –   tutte cose volte se non a spiritualizzare, a civilizzare la zoologia , che va  sentita  per quel che è: umiliazione della natura umana, nata “per altro”.

Perché,  come dice Amerio, si deve mostrare e insegnare che “la natura umana non è incatenata alla concupiscenza, come voleva Lutero, ma è incatenata al combattimento – al  combattimento contro la concupiscenza”.

Perché la civiltà si insegna; non nasce da sé in generazioni giovani che, chissà perché,  adesso   la società liberata   proclama essere “tanto maturi da capire da sé”. Capire da sé cosa? E dove? In discoteca  fra cocaina e alcol? Dove mai dovrebbero imparare “Il combattimento contro la concupiscenza”, quando la vita ” è presentata irrealisticamente ai giovani come  ‘gioia”,    dove le conquiste e i “valori” sono lì facili da cogliere,  e si nasconde loro – per principio, per partito preso ideologico – che  ”la vita è difficile, o se si vuole seria”, che la vita è “una condizione di milizia, anzi di guerra”, che “la vita è difficile e le cose difficili sono interessanti”, perché ciò che è dato come potenzialità deve esser fatto fiorire, coltivato:  coltivazione, cultura. Civiltà. Nessuno la insegna più. Da dove devono apprenderla gli immigrati mascalzoni? Da dove i carabinieri?

Quando “il borghese e l’avvocato, il proletario il nero, il bianco, la vedova e l’orfano, tutta la società nel suo carattere endemico e transnazionale,  che affonda  nel cinismo, il distacco assoluto, il nichilismo, la  devianza sociale, la violenza e le altre turpitudini della fuga” (Wyatt Tusérian,  un vecchio punk),  cosa volete? Che siano i carabinieri a non essere toccati dalla turpitudine? In una società dove i banchieri sono così, sono così i tramvieri dell’ATAC e gli ingegneri dell’ufficio tecnico di Livorno o di ISchia,  dove son di scarsa qualità  tutti  i pubblici dipendenti, perché loro soli dovrebbero essere di qualità superiore? In un mondo dove persino El Papa è trasgressivo,  si è liberato dai tabù e sputa sulle regole?, chi glielo avrà mai  dovuto  insegnare? La civiltà si insegna, e non lo vogliamo, né sappiamo fare.  .

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33 commenti


  1. Nel testo dell’articolo di Silvana De Mari c’è una contraddizione in termini e quindi in concetti, perché è l’irreligione che nega il valore della relazione sacra tra l’anima e Dio e tra gli esseri fra loro. Non c’è e non può esserci “religione” alcuna la quale promuova il male. Inoltre, se la religione ci fosse, davvero applicata nelle norme, il rispetto regnerebbe sovrano. Gli invertitori stanno invece dando la colpa alla religione, riuscendoci, delle violenze. La gente per lo più crede a tale impostura perché è stata gravata da peccati i quali impediscono il discernimento. Se lo stupro si verifica, è perché lo stato mondiale è ateo, e non perché si vuole la Sharia, il codice di Manu, le dodici tavole o il Vangelo. Silvana De Mari, come altri, darebbero, insomma, la ricetta inversa per curare il male dell’ignoranza. Ci abbiamo già provato a laicizzare privando i cittadini dell’etica migliore, ed è andata peggio. Non è quello il rimedio. Le Scritture ed i Profeti, nei loro insegnamenti divini, sono il rimedio.

    1. rino

      Perfetto! Proprio così: ci vuole più forma, non meno (aristotelicamente parlando..).
      Ma da dove prenderla se tutto attorno non vediamo che macerie?

  2. MattioliLorenzo

    Oltretutto per i carabinieri sembra ci sia pure la beffa. Non solo si sono lasciati andare al loro istinto zoologico (uno dei due aveva 40 anni mica 20) ma può darsi si siano semplicemente fatti adescare. A pensar male si fa peccato ma…le due ragazze prima di partire per l’italia si erano fate una bella assicurazione anti stupro…un po come Silverstein per intenderci^^.

    1. Maurizio Blondet

      Si astenga dal ripetere notizie da web già disconfermate. il tema è superiore a quel livello.


      1. E’ vero, il tema è della massima complessità ma la conversazione che segue dimostra come i più non temano di cimentarsi in una scalata tanto ardua.
        Di qui l’incontenibile profluvio di parole ed il barocchismo retorico: si, dobbiamo proprio ammettere che ” la forza morale si perde dalla bocca, solo un popolo che non tace può ripetere ad infinitum il suo eterno 8 Settembre”.

        Meglio limitarsi alle piccole osservazioni.

        Ad esempio ricordare che nelle Università americane (anche le più prestigiose) mai e poi mai un professore maschio sale su un ascensore da solo con una studentessa. Troppi i casi in cui le gentili fanciulle – chiuse le porte – si sono strappate la camicetta per poi uscire urlando ed accusando il docente di violenza.

        In questi casi – mi spiegavano – per la sedicente vittima vi è la pratica certezza di incassare belle somme di risarcimento.
        Pensate che questo non succederà anche questa volta?
        Pensate che vi sarà in giudice disposto a considerare che nessuna delle due fanciulle reca i segni di violenza? Pensate che verrà svolta una indagine seria per verificare chi siano veramente queste due giovani donne?
        Cosa c’entra l’assicurazione? Sarà lo Stato Italiano a pagare.
        Questi due Carabinieri vanno immediatamente espulsi dall’arma innanzitutto per stupidità.

  3. Luigi Ranalli

    Per ciò che riguarda lo spunto della riflessione, mi preme premettere che la storia delle americane ed i carabinieri probabilmente non è come ce la stanno vendendo; a quanto pare due di queste ragazze erano assicurate contro gli stupri e sicuramente tutte affamate di soldi oltre che di sesso…
    Poi la sinistra può cercare di strumentalizzare il tutto in senso pro-migranti, ma il buon senso dovrebbe dire agli italiani (se ne avessero) che se abbiamo stupratori, ladri ed assassini tra i nostri connazionali questa non è una ragione valida per accoglierne a vagonate anche da fuori.

    Riguardo al tema vero del pezzo, bellissimo pezzo come sempre, le confesso però, dott. Blondet, che non sono d’accordo fino in fondo.

    E’ vero, il sesso è ormai esaltato come bene assoluto, panacea di tutti i mali, liberazione, ecc…
    E la Chiesa modernista è complice di tutto questo, coi suoi silenzi, col suo permissivismo, anche col cattivo esempio che alcuni suoi esponenti danno in questo senso.

    Ma persino nella logica laico-permissivista odierna il sesso libero non è mai stupro. E’ superficialità, esaltazione del lato animalesco dell’umanità, deresponsabilizzazione, ma almeno l’aspetto del consenso reciproco è rimasto un fondamento.
    Avrò tutti contro ora, ma secondo me dire che il permissivismo sessuale sia in qualche misura all’origine di episodi di violenza sessuale è falso. Tant’è che il triste fenomeno è sempre esistito diffusamente ed i nostri cosiddetti “migranti” clandestini e non da ogni parte del (terzo) mondo pur venendo da realtà in cui la morale sessuale è più stringente sono dei veri “campioni” della violenza sessuale. Lo stupratore è uno psicopatico deviante, non un “incolto”. Lo stupro non si ferma con la cultura o con la morale – se anche ne avessimo da offrire, a queste bestie non servirebbe.

    E se sulla morale sessuale la Chiesa post-conciliare ha sbracato del tutto, per contro il mondo tradizionalista come unica risposta (per il sesso e per tutto) sa offrire solo un modello di Chiesa che non è quello florido del Medioevo di Boccaccio, ma quello della Controriforma: atto di reazione che magari ha ereditato fin troppo dal male che voleva combattere e sa di bigottismo ottuso di stampo elisabettiano protestante dell’epoca.

    So che rischio di sollevare un polverone scrivendo queste cose, non voglio offendere la sensibilità di nessuno però questo problema del modernismo della svendita contro un tradizionalismo quasi farisaico senza al centro un “giusto mezzo” mi sembra evidente oggi.

      1. Luigi Ranalli

        Sì, capisco e senz’altro ho banalizzato. Ma dubito che alla deriva odierna ben illustata nel pezzo ci sia una soluzione oggi.

        1. marco

          Forse dovrebbe essere ridiffusa in massa l’ etica classica, Platone, Socrate, Aristotele ecc…. . L’etica che preparò il mondo a capire Cristo, e farebbe comprendere l’ impostura della chiesa romana di oggi, che non eleva più nessuno. (scusate sto fantasticando).

          1. Luigi Ranalli

            Senz’altro aiuterebbe, ne senso che se devo scegliere tra Aristotele e Lady Gaga come terreno dal quale far rifiorire la Civiltà non ho dubbi.
            Ma non basterebbe nè avrebbe senso un revival di situazioni funzionanti in passato, perchè siamo uomini del ventunesimo secolo nel bene e nel male (soprattutto nel male) e da questo non possiamo uscire.
            Non abbiamo nulla da insegnare alle bestie perchè quello che sapevamo l’abbiamo perso ed anche a ritrovarlo sarebbe un abito che ci starebbe stretto, perchè la cultura è sempre legata al tempo. Senza il pudore non c’è civiltà, ma il pudore non è “statico”: una minigonna nel 1950 fermava il traffico, oggi non fa effetto, non se ne accorge nessuno.


    1. negli anni ’70 c’era una forte tendenza alla trasgressione mentre oggi si è riscoperto ‘il pudore’. Pudore falso e di comodo, come falso è tutto ciò che ci governa. Quando ieri Silvio Berlusconi, presidente di un consiglio di amministrazione di un governo, proprio per conto degli usa e getta, si coricava con una minorenne marocchina dicendo che era la nipote di Mubarak e mandava emissari a spese degli italici in Marocco per modificare quei suoi dati anagrafici. Allora se le istituzioni eredi del Fascismo sono state sprofondate e trascinate nelle più tenebre fogne, se giustizia sin dall’america non c’è e lo sfascismo quell’ingiustizia la sta portando anche quì, se 2 disgraziati in divisa hanno cercato per una sera di ‘arrangiarsi’ in modo molto popolano…
      beh, che almeno l’ingiustizia sia uguale per tutti

  4. Rudi

    Blondet è troppo duro, al solito. Ce n’è bisogno, ma c’è anche bisogno di chiarezza. La decadenza dei costumi che consegue all’abbandono degli insegnamenti cristiani e la loro sostituzione con l’edonismo è qualcosa che si può imputare appunto ai cristiani, ma non ai musulmani per cui alcuni valori religiosi sono sempre rimasti confinati alla classe dominante. Nella nostra cultura il comportamento che una volta informava la nobiltà, è disceso alla borghesia e poi anche al proletariato; ai musulmani no. Loro sono rimasti allo stadio tribale e solo la loro classe dirigente ha assunto l’equivalente della nostra cavalleria fino dai tempi delle Crociate. E’ per questo che se individui così arretrati si trovano liberi di fare ciò che vogliono in Europa, si comportano come i loro progenitori predoni. L’Islam nel suo complesso non ha avuto alcuna evoluzione da oltre 1200 anni. E’ rimasto uguale a sè stesso. La classe dirigente si è occidentalizzata e la riscoperta della sua antica tradizione si è svolta secondo criteri del tutto occidentali. Le masse sono rimaste brute tali e quali erano e fanno ciò che hanno sempre fatto quando sono lasciate libere di predare. Questa è la loro tradizione. E non parliamo nemmeno di popolazioni che sono passate nel volgere di due secoli dalla Preistoria alla Modernità. Per gli europei è stato diverso. A noi è stata insegnata un’inversione dei valori precedenti. L’esempio dei carabinieri è emblematico. Noi li conoscevamo come i cultori dell’etica di Stato per come è uscita dall’espansione napoleonica. Ignoranti, anche, ma inflessibili. Se per trasformare un cristiano in un agnostico ci sono voluti grandi sforzi, per trasformare un carabiniere in un anarchico c’è voluto un sortilegio.

    1. Luigi Ranalli

      Da noi questa trasformazione è stata fatta surretiziamente e per gradi. Carabinieri a parte, basta confrontare ogni generazione con la precedente per vedere il percorso a ritroso.
      Però siamo franchi, con tutta la buona volontà possibile ai tempi della cavalleria non torneremo mai. Dobbiamo trovare una cavalleria odierna.
      Mi spiace, ma non concordo con la prospettiva di un ritorno al passato, è solo reazione – quindi sconfitta in partenza.
      Poi il comunismo, il femminismo, la liberazione sessuale furono tutte risposte false, diaboliche, a problemi che effettivamente però erano reali.
      Il Male non fa breccia sul niente, si insinua nelle crepe di una civiltà che comincia già a scricchiolare di suo.
      Senza la pretesa assurda di voler storicizzare il Cristianesimo o di “reinterpretarlo” ala moda modernista, vediamo come i suoi Valori debbano essere applicati oggi con coerenza ma anche efficacia.

  5. Alessandro2

    Al solito, se dobbiamo ripartire, dobbiamo farlo partendo da Nostro Signore Gesù Cristo, ricordando il racconto evangelico del suo incontro con la samaritana al pozzo di Giacobbe. Vediamo qui la Sua pura virilità di fronte a una donna compiacente e aggressiva: un vero esempio di cavalleria per tutti i tempi, anche per l’oggi.
    Conservo ancora un bellissimo articolo di Blondet su questa pericope.

    1. Luigi Ranalli

      Concordo pienamente! Ma ripartiamo proprio da quello, che è assoluto ed incontrovertibile, è il Vangelo! E non dalle sue applicazioni storiche del passato.


  6. Temo che Lei conosca molto poco il femminismo, quello vero intendo. Non il Boldrinismo all’amatriciana. Non che mi aspetti che lo conosca, detesto i maschi femministi. Altrimenti saprebbe che esso è quanto di più lontano dall’etica e dalla visione della sessualità “moderne”. Intanto sono state le femministe svedesi le prime a denunciare quanto qui esposto: il famoso documento citato da Trump e svillaneggiato come confusione con il Pakistan dalle Litizzetto, documento che denuncia i pericoli per le donne determinato dalla convivenza con maschi di cultura e bisogni così violenti nei confronti delle donne. Saprebbe che le prime e ovviamente le prime contro l’utero in affitto siamo noi. Saprebbe che sulla questione il nostro pensiero è: il patriarcato umilia le musulmane vestendole e le occidentali svestendole. Conoscerebbe gli scritti di Frazier sui disastri di una visione della donna votata all’emancipazionismo e ai diritti. Poi certo le nostre strade si dividono, ma , la prego, non chiami quelle che parlano in tv femministe. Grazie.

    1. Luigi Ranalli

      Sig.ra Maura, sto già scrivendo troppo ma dato che il femminismo l’avevo citato io in un commento le rispondo che lei, ma non solo lei, confonde il femminismo con il riconoscimento della pari dignità della donna. Al tempo il problema della dignità della donna c’era eccome, ma il femminismo diede la solita risposta sbagliata, fasulla, risolvendola con l’identità della donna con l’uomo. Pari dignità = identità, ecco la bugia.
      Il boldrinismo ne è una deriva, ma il seme era già cattivo ed infatti ha lasciato solo frutti pessimi. E non ha risolto il problema di partenza.
      Le femministe sono contro l’utero in affitto? Mi fa piacere, non sa quanto, ma magari le avessi sentite stracciarsi le vesti come fecero col caso stupido di Ruby e Berlusconi, tanto per citarne uno recente di femminismo con la bava alla bocca in azione.
      Inutile nascondersi dietro ad un dito o ad una Boldrini.

    2. Diego Grandi

      Oh Signur dei puarit! Esiste anche un femminismo “buono”…
      Non si finisce mai d’imparare a ‘sto povero mondo…

  7. Luigi Copertino

    Caro Maurizio,

    a proposito di questo tuo passaggio

    “Adamo nato con e per lo spirito in un corpo soggetto allo zoologico, alla eiaculazione come alla defecazione, all’orgasmo come alla digestione, sentito come “l’assoggettamento della parte vedente e razionale alla parte cieca e istintiva”, il quale è “massimo nella consumazione carnale”

    ti suggerisco la lettura – o rilettura, nel caso tu li abbia già letti – dei Libri XI, XII e XIII de “La Città di Dio” da sant’Agostino.

    Luigi Copertino


    1. Si, forse questa stigmatizzazione della parte umanamente umana dell’ Uomo è un pò troppo gnosticizzante ( in base all’opinione diffusa ) da parte del Direttore !

  8. learco

    A proposito del sistema scolastico in salsa neoliberista e dell’ umanità futura, programmata sin dall’infanzia per svolgere i compiti e assimililare i principi imposti dall’elite globalista:

    “L’Italia di oggi non è quella della democrazia ritrovata e della Costituzione antifascista né quella del miracolo economico o della ricerca collettiva di emancipazione sociale e politica degli Sessanta e Settanta.
    L’Italia presente è erede del neoliberismo degli anni Ottanta e Novanta ed è il risultato di un meccanismo di governance politico–economica, costruito dalla borghesia italiana ed europea per scatenare la lotta di classe dall’alto, mettendo fine a ogni forma di interclassismo e a tutte le tutele sociali che i settori popolari hanno faticosamente strappato nel secondo dopoguerra.

    Coerentemente con questo impianto, la scuola dell’era neoliberista deve perdere ogni connotato analitico, critico e problematico che possa indurre le generazioni presenti e future a sondare i presupposti sistemici, a vagliarne la validità, ad appurarne caratteristiche e limiti, a riflettere sulle possibili alternative.
    Queste non sono cose a cui lo studente debba e possa pensare: il sistema c’è già e non è negoziabile.

    Il mercato e il profitto sono dunque i pilastri sui quali deve poggiare l’architrave della Buona scuola.
    Lo studente svilupperà sostanzialmente una sola competenza fondamentale, quella di capire come inserirsi al meglio nell’ingranaggio della domanda e dell’offerta, verrà dunque formato come una sorta di periferica plug and play, flessibile, adattabile e compatibile; se è particolarmente brillante e creativo, potrà, al massimo, suggerire come oliare il meccanismo e come farlo girare al meglio, innovando e aggiornando il sistema. L’unica creatività permessa è quella del 2.0: evoluzione, aggiornamento, restyling.”

    http://contropiano.org/news/politica-news/2017/09/12/riaprono-cancelli-tutti-scuola-lobotomia-095503

  9. Massimo

    Penso che dietro a queste miserabili vicende, scaturite dalla distruzione di ogni elemento spirituale e religioso, ci sia anche l’azione scientifica di “forze occulte” che vedono in Gesù Cristo, il Vero ostacolo al regno dell’Io. E’ l’Anticristo, il “trionfo” dell’uomo-dio. Per questo ogni strumento della modernità, internet, stampa, cinema, letteratura, pubblicità, è per lo più un loop continuo di sequenze immorali, di vita-mala, oscenità e pornografia, nutrite da cumuli di denaro, (quello dell’usura cantata da Pound). E’il cibo degli “eletti”, per il resto degli “animali” del mondo. Se è vero, come è vero, ciò che Lei ha scritto in questo post, (con le interessanti precisazioni di Vito Parisi), caro Direttore, occorrerebbe forse cominciare ad “agire”, nel vero senso della parola. Perché il bicchiere è colmo. Il cuore di questo paese, la sua anima, è ormai in mano alla malavita. Se la condizione umana è una condizione di milizia, di guerra, occorre iniziare a difendersi da questi maledetti. C’è una grande quantità di uomini, donne, che a dispetto dei miserabili venditori di menzogne dei mass media, non ne possono più delle quotidiane oscenità e delle imposizioni di questi depravati. Ma sono deboli, sopraffatti dalla “chiacchiera italiota di psicologi e femministe” che cola ormai da ogni crepa della vita civile, che ruba vita e anima…dall’infanzia fino alla vecchiaia. Sarebbe ora di dire basta. Si può. Si deve. Per questa battaglia non conta né denaro, né tempo. Conta l’agire, la guerra contro forze sataniche che cercano di imporre soltanto la banalità del Male.

  10. Miles

    Non lontano da casa mia c’è un centro commerciale, comprendente un supermercato. Un paio d’anni or sono mi accadde di vedere un uomo togliersi il cappello entrando nel secondo; pensai: «C’è ancora qualcuno per il quale ha un significato la parola “civiltà”». Nel frattempo ho visto moltissimi uomini tenere il cappello in testa entrando in negozi e in uffici. Anche da queste piccole cose si vede il livello morale della società… la quale è sempre meno società e sempre piú massa amorfa.

    È da notare che, tra le agenzie formative, la Chiesa cattolica ufficiale post Pio XII brilla tragicamente per la sua “guerra santa” contro la severità, [“guerra santa”] che è frutto di un’antropologia aberrante, ignota alle persone normali e fiorita in un porcile psichiatrico clericale, i cui maestri (maestri di grugnito) sono usciti soprattutto dalla Compagnia di Gesù (Henri De Lubac, H.U. von Balthasar, Karl Rahner… ) e alla quale appartiene anche il Tizzone d’Inferno squallidamente regnante sul seggio di Pietro.


  11. Un articolo più tragico e deprimente di questo non l’avevo mai letto.
    Da cattolico tradizionalista non divorziato che aborre l’aborto e i costumi scellerati mi viena da dire:
    -Arrendiamoci! Siamo circondati!-
    Ma poi ci ripenso un attimino e dico: “E lecito che un vero cattolico si arrenda innanzi alle forze del male, all’ennesima riedizione dei rigurgiti di Sodoma e Gomorra?
    No, non si puote. Occorre caro Luigi Ranalli una reazione che ci riporta a riscoprire le maraviglie della virtù del vivere cavalleresco. Non è detto che sia una roba impossibile perchè fuori moda . Non è banale dire che ogni azione ha una sua reazione. Il degrado sociale evidente che porta la famiglia allargata con figli allo sbando e con bicchiere d’alccol d’ordinanza in mano , la scomparsa del parentado tipo cugini , nipoti, l’obbrobioso ed osceno spettacolo della omosessualità dilagante con lil suo volto tragico e sterile danno e daranno per forza una reazione. Nonostante Bergoglio del quale si comincia ad averne le tasche piene e di cui il popolo seppur in ritardo, ne scopre il ridicolo con le sue uscite ecologiche e massoniche invece di parlare di Gesù Cristo senza vergognarsi di nominarlo.
    Il Vangelo con gli insegnamenti di Gesù Cristo rimane un faro di vera luce che secondo tempi che non possiamo quantificare. riscatterà l’umanità Se anche gli addetti alla neolingua dovessero trasformarlo o censurarlo la memoria storica e tradizionale della bella società che forma la società cattolica riemergerà con forza dallo scempio materialista e zoologico attuale. Se così ‘ non è e sarà meglio buttare la tastiera ed eutanarcici
    Vorrei aggiungere che compito di noi resistenti cattolici dovrebbe essere quello di una assidua “pubblicità” volta alla lettura del Vangelo per carpirne l’essenza vitale che emana. Ho l’impressione che il Testo sia un po trascurato e che nelle varie celebrazioni della Messa subisce una frammentazione divulgativa efficace solo per gli assidui. La lettura andrebbe consigliata quasi a mo’ di sfida in mezzo a tanti sociologi e sociologie da strapazzo oltre che analisti. Per favore evitiamo di menzionare l’analista di Bergoglio . C’è un limite a tutto. Daltronde l’impostore ha poca dimestichezza con le anticaglie cattolichetipo confessione

  12. Nico-

    I cavalieri e la dignita cavalleresca non ci sono più perchè le dame pudiche sono scomparse.

  13. simone

    Tutto condivisibile: che facciamo?
    Aspettiamo che ci vengano a prendere uno a uno, per vaporizzare la nostra, vera, ribellione?


  14. “La radicale essenza del pudore e’ metafisica”.Vero.Senza il peccato originale il pudore non esisteva(cfr il Genesi),ma dopo,e’ proprio dal conservare una origine metafisica(l’anima) sia pur decaduta insieme al corpo,che proviene il pudore.I bambini ce l’hanno piu’ forte di noi,che l’avevamo,ricordo bene,forte come il loro,anche se noi oggi ne sappiamo il perche’ e il per come.Innato. Ce l’avevamo tanto forte che non ne parlavamo,e non accusavamo.Il disonore altrui ci faceva provare vergogna per loro:ma non era affatto debolezza o paura:quella ce l’hanno,oggi piu’ che mai, gl’infami e gl’infametti della civilta’ della comunicazione. Ho visto ,questo alla tivvu’,l’imbarazzo di Aldo Moro alle prime tribune politiche:dover parlare a interlocutori per parlare in realta’ ad ascoltatori non presenti,come se fosse una recita.Alla faccia del casto Mastella di 40 anni dopo,casto nel senso di Casti Connubii,Enciclica di Pio XI. Vergogna, Mastella,per la sua disinvoltura televisiva.S.Agostino diceva:”Tu a Dio,la carne a te.Bada:non tu a Dio,a te la carne,ma tu a Dio,la carne a te”.Dov’e’ che dicono”Passata la festa,gabbato lo Santo?”In Sicilia invece dicono “Fatte fama e curcate”,cioe’ fatti buon nome e poi addormentati”.Si’,ma..non troppo,e non a spese degli altri. Ma ce l’aveva un minimo ancora perfino quella odontoiatra amante di Berlusconi al telefono, quando alla fine del piu’ e del meno le chiese “Senti,ci vediamo il tal giorno?””Siii”,la risposta,ma senza allegria,passando dalla pochezza del piu’ e del meno di facciata, eppure simil gioioso,alla nuda , cruda evidenza del peccato,con relativo lieve imbarazzo dissimulato.Diciamo un’ombra.Perfino quei giornalisti sportivi che alla fine di una chiacchierata del piu’ e del meno con il Galliani o Moggi di turno,si sentivano dire”Senti,dobbiamo vederci”.Nella risposta non c’era gioia,nemmeno quel tanto di brio che c’era nella conversazione., Percio’ non raccontiamoci balle.Il pudore non s’insegna.Il pudore si conserva.Chi piu’ chi meno.Conservarlo,questo si’,si insegna.Accrescerlo,oppure rinnovarlo se attenuato,quella e’ una Grazia,ma Dio si e’ incarnato e dopo ha mandato lo Spirito Santo anche per questo,col sigillo dei Sacramenti,per chi li gradisce.

  15. Connectionrefused

    Beh, io credo che oggi non ci vuole niente a mantenere sobrie abitudini sessuali, tanto tolta la prima adolescenza se non sei ricco nessuna donna con cui valga giacere te la da, a meno che non te la sposi. Secondo me, nonostante la moderna ostentazione, nei tempi antichi il sesso si faceva più di oggi.


  16. A me in particolare mi viene da fare questa riflessione;

    Ossia sono convinto sulla validità della “regola” (con tutte le ovvie varianti e diverse gradazioni, ma che non intaccherebbe, almeno nella stragrande maggioranza dei casi,tale principio di fondo ) che dipende in primo luogo dalla donna come venga poi successivamente considerata e trattata.
    dunque il PRIMO IMPUT e la prima responsabilita e’ questa, dovuta semplicemente ad una CONDIZIONE NATURALE del ruolo femminile in corrispondenza a quello maschile.
    e più in generale credo che le cose non accadano mai per caso ed esiste appunto una CORRISPONDENZA più o meno precisa di attirare cio che in fondo vogliamo che ci arrivi ed e’ molto più intenzionale di quanto si immagini…e con questo dico che forse, anzi per me più che probabile che le ragazze non possono essere cosi del tutto “innocenti”
    ad ogni modo una cosa e’ ancora più certa; e’ cioè che e’ saltato tutto
    quindi figuriamoci oggi che valenza potrebbe avere quello che avrei appena detto 🙂


  17. D’estate, con il caldo, genitori e fautori della moda coartano sottilmente le minorenni a girare prive di indumenti se non i men che minimi. Se le giovanette volessero vestire di più, entrerebbero in campo le assistenti sociali, verrebbe arrestato il padre, ritirata la patria potestà, incomincerebbero le manifestazioni di piazza contro l’islam. La donna rappresenta la fede in Dio. Al momento in cui ne vogliamo fare una lavoratrice bruta, con gli aborti che ne conseguono, allora ci autodistruggiamo e la civilizzazione non c’è più. Stiamo dando la colpa all’islam mediante Mohammed perché siamo troppo ipocriti per avere il coraggio di avventarci esplicitamente contro l’islam, centrale, mediante Gesù. L’islam è la sottomissione a Dio. Non è limitato alla missione di Mohammed. Chi travia la donna, simbolo della fede in Dio, è nemico di Gesù, di Dio Padre, dei profeti.


    1. le consiglio la visione di ‘confessioni di una moglie infedele’ con l’attrice marocchina Dalila; chissà che non concorra ad una serena maggiore gioia del suo spirito che leggo, a tutt’oggi, molto turbato

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